Lawrence Alma-Tadema: il pittore della classicità

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Lawrence Alma-Tadema
Lawrence Alma-Tadema

È giovedì e puntuale, come sempre, torna la nostra rubrica di ItinerArte. Il viaggio prosegue toccando lidi misconosciuti, ma davvero interessanti. In pittura non esiste quasi nulla che non sia stato immortalato: oggi parleremo di Sir. Lawrence Alma-Tadema e della sua capacità di evocare lo splendore del mondo classico.

“Come un uomo, Lawrence Alma-Tadema era robusto, amante divertente e un signore piuttosto corpulento. Non c’era un  solo accenno del delicato artista: era un amante allegro di vino, donne e feste”.

Lawrence Alma-Tadema,

Lawrence Alma-Tadema è stato uno dei più raffinati pittori sulla scena artistica di metà ‘800, nell’Inghilterra vittoriana. Amante del genere storico ha saputo attraversare il passato dei secoli precedenti, ricostruendo su tela società scomparse, splendenti nella loro ricchezza e nella loro ordinaria semplicità di arredi, oggetti, costumi ed abitudini. I suoi quadri evocano la grandezza del mondo classico greco-romano, riprodotta nella quieta bellezza del candido marmo. Nella sua lunga vita ottenne svariati riconoscimenti e fu anche oggetto di ammirazione ed imitazione da parte di molti. Tuttavia, il favore critico che circondò il lavoro di Alma-Tadema si ridusse drasticamente dopo la sua morte, per tornare vivo solo verso gli anni ’70 del secolo scorso.

Pittore naturalizzato inglese, nasce nella Frisia (Olanda), l’8 gennaio 1836. Il vero nome era Laurens Tadema, che egli modificò nel più inglese Lawrence aggiungendo il suffisso “Alma”, in modo tale che il suo cognome comparisse per primo nei cataloghi delle mostre. Sarebbe dovuto diventare notaio come il padre, ma al manifestarsi dei primi squilibri mentali e del grande talento artistico Alma-Tadema prosegue la strada per la Royal Academy di Anversa. Prima di lasciare l’accademia, verso la fine del 1855, diviene assistente del pittore e professore Louis Jan de Taeye, i cui corsi di storia e di costume storico lo avevano invogliato a dedicarsi a primi soggetti medievali.

La scelta di tali temi storici si evolse naturalmente portandolo a trattare quelli più affascinanti, prima del mondo egizio e poi del mondo classico. È in queste opere che troviamo l’artista mosso da un sentimento più forte, venato  di spirito romantico. Dal 1860 Alma-Tadema indaga più a fondo su quello che poteva essere l’antico splendore, coniugando le rarefatte atmosfere alle bellezze eteree di giovani fanciulle.

Lawrence Alma-Tadema
” Nel tepidarium”

Il pittore affrontò più viaggi in Italia inseme alla prima moglie e ritornandovi con la seconda, riuscendo a visitare Firenze, Roma, Napoli e Pompei. Proprio le rovine di Pompei e del passato della Magna-Grecia catturarono il suo fervido interesse per raffigurazioni dove il passato torna prepotentemente a rivivere. A seguito della morte della moglie per un periodo Alma-Tadema smise di dipingere e, frattanto, scoppiata la guerra franco-prussiana si trasferisce in Inghilterra, nel 1870. Nonostante la forte crisi, ha il tempo di organizzare il suo secondo matrimonio con Laura Dr Epps, che era anche molto più giovane di lui.  Amava Londra da molti anni ed egli stesso la definiva la città perfetta per il suo lavoro, essendo animata da maggiori e potenziali acquirenti.

Lawrence Alma-Tadema
“Il Colosseo”

Una fama artistica che, a partire dal 1873, andò viva ascendendo, tanto che Alama-Tadema poté vivere una vita molto agiata nella  sua sontuosa casa di St John’s Wood, risistemata in stile romano. Alma-Tadema ottenne la nazionalità britannica proprio nel 1873, divenendo anche membro della Royal Academy nel 1876, fino ad esser nominato Cavaliere in occasione dell’ottantunesimo compleanno della Regina Vittoria, nel 1899. Molte opere del periodo londinese hanno come soggetto e musa ispiratrice la moglie Laura. Tra le opere di questo periodo ci sono: “Paradiso terrestre“, “Primavera“, “Il Colosseo” e le “Terme di Caracalla“. Anche se la fama di Alma-Tadema si lega per la maggior parte a rappresentazioni legate all’antichità, egli  dipinse anche ritratti, paesaggi ed acquerelli. Una delle sue tele più note ed apprezzate è senz’altro, “Le rose di Eliogabalo“, tema tratto da un episodio della vita del triste e debosciato imperatore romano Eliogabalo. Il dipinto raffigura l’imperatore psicopatico che cerca  di soffocare il suo ospite in un’orgia al di sotto  di una cascata di petali di rose.

Lawrence Alma-Tadema
“Le rose di Eligabalo”

Negli ultimi anni di vita l’artista inizia a dedicarsi anche ad altre opere, riproducendo apparati scenografici per teatri e disegnando mobili, spesso accompagnati dai vecchi e cari motivi classici. Aggravato da ulteriori malanni, Alma-Tadema muore nel 1912 in Germania ,dove si era recato per alcune cure mediche.

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