Emergenza Caccioppoli: la scuola non riesce ad ospitare tutti

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Il Liceo Caccioppoli di Scafati non riesce ad ospitare tutti: da mesi gli studenti sono in mobilitazione.

Art. 34 Costituzione Italiana, primo comma:“La scuola è aperta a tutti.” Così, in teoria, dovrebbe funzionare: ogni cittadino ha il diritto di accedervi; ma per gli studenti dell’istituto Caccioppoli di Scafati (uno dei solo due istituti superiori della città) questo diritto non è del tutto effettivo. La struttura, infatti, non è adatta ad ospitare i suoi 1400 iscritti e i prossimi 300.

1-Liceo-Scientifico-CaccioppoliDa tempo gli studenti sono in mobilitazione, richiedono una struttura adeguata ad ospitare un numero così elevato di iscritti. La risposta dell’amministrazione, però, tarda ad arrivare e le condizioni peggiorano: aula magna, biblioteca, ex presidenza e laboratori sono stati adibiti ad aule per ospitare il surplus di studenti.

La migliore soluzione sia stata trovata prevede l’utilizzo degli spazi dell’ex ospedale della città con il relativo trasferimento degli uffici all’Asl, proposta lanciata anche dal gruppo Scafati Arancione. Nonostante tutto questo l’amministrazione tarda nel dare una concreta risposta ai ragazzi dell’istituto, ledendo il diritto allo studio; gli studenti, obbligati a seguire le lezioni in laboratorio, sono impediti nell’utilizzare quest’ultimo per lo scopo per cui è nato, diminuendo così l’offerta formativa in contrapposizione con quanto sancisce lo Statuto delle studentesse e degli studenti D.P.R 249/98, art. 6.1  “[…]  la scuola, compatibilmente con le risorse disponibili, si impegna a porre  progressivamente in essere le condizioni e le misure per assicurare: […] e offerte formative, aggiuntive ed integrative, anche proposte dagli studenti e dalle loro associazioni. […]”.

Una circostanza, però, non del tutto nuova. Da anni le scuole secondarie di secondo grado campane versano in condizioni disastrose. Nonostante le continue manifestazioni degli studenti, sembra che la situazione non sia sulla strada del miglioramento. I soggetti in formazione sono costretti a trascorrere gran parte del loro tempo in ambienti che non garantiscono la salubrità e la sicurezza a differenza di quanto sancito dall’art. 6.1. È questo reale diritto allo studio?

Elisabetta Lambiase

 

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