Il venerdì gratis di Paestum

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Paestum

In provincia di Salerno, frazione Capaccio, sorge Paestum, nome latinizzato dell’antica Poseidona fondata dagli antichi greci. Un concentrato di storia e cultura conservato nella Piana del Sele, vicino al mare, perfetto per chi voglia conciliare arte e svago anche nei periodi più caldi. Infatti Paestum è anche località balneare, dotata di una spiaggia sabbiosa e costeggiata da una pineta affacciata sul mar Tirreno.

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Circondati da una lunga cinta muraria, quasi conservata del tutto, si ergono il Tempio di Era (o Basilica di Paestum), il Tempio di Nettuno e il Tempio di Atena. Oltre alle aree pubbliche: il Foro, l’Anfiteatro, la Piscina e il Tempio Italico.

Nel Museo Archeologico nazionale di Paestum sono conservati numerosi reperti archeologici, ritrovati nelle aree che costellano la città come vasi, armi e corredi funebri.

Il pezzo più celebre del museo è costituito dai dipinti ritrovati nella cosiddetta tomba del tuffatore, uno dei pochi esempi rimasti della pittura della Magna Graecia. Il dipinto mostra un uomo nel momento di lanciarsi. La metafora è abbastanza chiara: l’uomo rappresenta il defunto nell’atto di abbandonare la sicurezza del mondo terreno per lanciarsi nell’ignoto dell’aldilà.
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La città conserva un pezzo della nostra cultura così importante da essere stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 1988.

«Finalmente, incerti, se camminavamo su rocce o su macerie, potemmo riconoscere alcuni massi oblunghi e squadrati, che avevamo già notato da distante, come templi sopravvissuti e memorie di una città una volta magnifica.» (Goethe, Viaggio in Italia, 23 marzo 1787).

Nessuno può mancare alla visita di questo splendido pezzo di storia nazionale e a tal proposito da venerdì 15 aprile 2016 i visitatori muniti del biglietto per il Parco Archeologico potranno visitare gratuitamente il Museo Archeologico Nazionale:

«Un patrimonio unico, caratteristico di Paestum, afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel. Come osservò Mario Napoli, lo scopritore della Tomba del Tuffatore, simbolo del museo, le lastre di età lucana non sono né lucane né greche, ma espressione di una cultura ibrida, di forti contatti interculturali: un fenomeno che oggi ci può dire molto».

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L’iniziativa prende il nome di Venerdì nei depositi, e continuerà ogni venerdì di Aprile fino al 17 Giugno 2016 per un massimo di 25 visitatori ogni turno. La biglietteria sarà aperta dalle ore 11 alle ore 14 e la visita al museo durerà circa 40 min. accompagnata da una guida e dai restauratori.

Un’occasione da non perdere se si pensa che nel 2015 si sono registrate più di 300.000 presenze nell’area archeologica e Museo: un’importante traguardo per il turismo nostrano.

Per maggiori informazioni: pae.didattica@beniculturali.it

Maria Pisani

 

 

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