Bagnoli, cos’è e cosa ha deciso la Conferenza di Servizi

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Nella giornata di ieri si è tenuta la Conferenza di Servizi su Bagnoli, al termine della quale il commissario straordinario del governo Nastasi e l’amministratore delegato di Invitalia Arcuri hanno espresso soddisfazione per gli accordi raggiunti nella sede di programmazione degli interventi previsti dal piano elaborato dalla cabina di regia il 30 marzo scorso.

Sono stati così scongiurati i rinvii e i ritardi che molti paventavano in seguito alle tensioni di questi giorni: la dialettica politica e numerose istanze di cittadini bagnolesi avevano infatti posto in evidenza alcune, possibili criticità del progetto e dell’attuabilità della sua road map, evidenziando come alcuni punti chiave della questione Bagnoli non potessero essere trascurati. Questi andavano dalle modalità e tempistiche delle bonifiche, al destino della colmata, alla questione, che sulle prime aveva destato parecchio allarme sociale, degli espropri delle abitazioni del borgo marinaro di Bagnoli. Ebbene, i tecnici coinvolti nella Conferenza sono riusciti per ora apparentemente a comporre soltanto in un giorno le distanze tra le parti, trovando un accordo che le normative in materia prevedevano potesse arrivare anche entro 30 giorni.

Innanzitutto, cos’è una Conferenza di Servizi? Il nostro ordinamento amministrativo prevede la riunione di questo organismo ogni volta che sia in discussione un progetto pubblico che coinvolga posizioni distinte di più soggetti, pubblici e privati. In questi casi, allora, tali soggetti sono chiamati a partecipare a incontri (le Conferenze, appunto) che riescano a comporre eventuali dissensi sulla attuabilità del progetto e danno impulso spesso decisivo, per la programmazione e anche l’emissione degli atti e dei provvedimenti necessari in un certo iter amministrativo. Nel caso di Bagnoli, i soggetti coinvolti erano diversi: innanzitutto, si prevedeva la presenza dei protagonisti della cabina di regia, dal commissario Nastasi al presidente De Luca, ad Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, che sarà protagonista attivo della caratterizzazione dei suoli e dunque dei primi interventi di bonifica. La concertazione era stata poi allargata ai rappresentanti di quei cittadini direttamente interessati dai provvedimenti previsti dal piano per Bagnoli: un legale delle almeno 230 famiglie coinvolte da quelle che erano state nei giorni scorsi chiamate “espropriazioni” delle loro abitazioni fronte mare, tutt’intorno all’area ex Italsider ed ex Cementir, era stato ammesso a partecipare per discutere della posizione dei loro assistiti. Questi avevano infatti espresso tutto il loro forte timore per il rischio di perdere le proprie abitazioni, accresciuto dal fatto di aver ricevuto conoscenza della convocazione in Conferenza solo attraverso avvisi sui quotidiani nazionali o raccomandate (ma lo prevede la normativa in questi casi).

Si temeva, infine, che ancora una volta il Comune, così come da sempre in cabina di regia, sarebbe stato convitato di pietra. Il sindaco De Magistris aveva più volte tuonato, in particolare, contro gli espropri che sarebbero consistiti in vere e proprie <<deportazioni>>, scagliandosi ancora una volta, frontalmente, nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio Renzi. Contrariamente alle previsioni, il Comune ha invece deciso di presenziare, seppure solo con rappresentanti tecnici e non politici, alla Conferenza, quindi partecipando al via libera sui primi interventi.

Quali sono i prossimi passi finora decisi per Bagnoli, grazie alla Conferenza dei Servizi di ieri? Innanzitutto, le caratterizzazioni dei suoli, ovvero i saggi della qualità e della quantità dell’inquinamento dei terreni bagnolesi. Gli appalti per le analisi (che sfrutteranno una procedura cosiddetta europea, con regole di trasparenza rafforzate) saranno assegnati entro un mese e saranno l’anticamera dei primi interventi di bonifica: questa, ormai è chiaro, riguarderà in particolare la rimozione della colmata, che in un primo tempo sembrava invece dovesse rimanere dov’è, nell’ottica di ripristinare la linea di costa naturale e originaria. Questo intervento, però, comporterà altre due misure: innanzitutto, l’arretramento di Città della Scienza, che non ne comporterà il ridimensionamento, bensì il ripristino dei capannoni bruciati nel tristemente celebre incendio del 2013 in altra sede nella stessa area; in secondo luogo, la demolizione del borgo fronte mare, con gli abitanti delle attuali palazzine, molte delle quali è stato finora accertato essere abusive, che saranno trasferiti nei nuovi complessi residenziali che sorgeranno nella stessa area bonificata. Nel corso della conferenza stampa, l’amministratore di Invitalia e Nastasi hanno insistito molto sul questo punto, che come detto era stato finora il più controverso della bonifica: secondo Nastasi, non si procederà ad alcun esproprio tecnicamente detto, ma si rimuoverà una condizione effettiva di illegalità urbanistica, offrendo ai cittadini interessati anche delle nuove case. Le misure urbanistiche appena citate sono, a detta di Nastasi, previste dal Piano Regolatore Generale e dunque non adottate ad hoc dalla cabina né dalla Conferenza. Vanno inoltre riportate, per ulteriore chiarificazione, le parole di De Luca, che negando anch’egli espropri “brutali”, afferma che ci sarà comunque tutto il tempo per decidere con serenità delle nuove collocazioni, visto che <<ai residenti abbiamo detto che cominceremo a discutere tra un anno, quando il piano sarà completo>>.

Si tratta apparentemente di buone notizie, dunque, per chi temeva di essere sradicato dal quartiere dove è nato e sempre vissuto, spesso andando incontro ai tumori da inquinamento che da decine d’anni affliggono l’area. Lo svolgimento della Conferenza non ha però interamente soddisfatto tutte le famiglie di Bagnoli: se alcuni cittadini si sono dimostrati più moderati, desiderosi di far valere esclusivamente i propri diritti “legali”, accertandosi che un eventuale trasferimento ad altra abitazione sia dignitoso e “a costo zero”, altri hanno usato toni più accesi e passionali, per rivendicare il diritto di abitare sul mare che è loro da generazioni. Al di là della posizione conciliatoria della Conferenza, allora, la questione resta aperta e, come dice De Luca, solo rimandata.

Prossimo appuntamento della Conferenza, il 3 maggio, solo per gli interlocutori tecnici: si discuterà stavolta degli interventi che consentiranno la fruizione da parte dei cittadini entro l’estate dell’accesso alla spiaggia.

Ludovico Maremonti

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