Arbitro scolastico: il progetto della sezione di Fratta ed il liceo Minzoni

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L’Aia (associazione italiana arbitri) sta garantendo un’autonomia sempre maggiore alle sezioni operanti su tutto il territorio nazionale. Infatti, quella di Frattamaggiore ha ricevuto parere positivo dai comitati nazionale e regionale per iniziare il primo progetto campano de l’Arbitro scolastico.

Prende spunto dall’esigenza avvertita dalle scuole di Napoli nord di poter designare in autonomia gli arbitri per le competizioni scolastiche ed i campionati studenteschi, vista la necessità avvertita dal dirigente scolastico e dalle squadre di essere arbitrati da ragazzi che conoscano il regolamento.

Il progetto prevedeva la costituzione di un comitato che potesse designare gli arbitri ed occuparsi della loro formazione, ma ha ricevuto un’impronta ed un ampliamento che gli hanno fornito una peculiarità fondamentale: sfatare i falsi tabù televisivi sul regolamento ed informare i giovani futuri arbitri sulle basi delle regole del gioco. Quest’aspetto è determinante perché molti di coloro che diverranno fischietti o sono semplici curiosi della materia spesso vedono l’arbitro come un nemico e, giocando a calcio sui campi di periferia, assistono talvolta a scene di aggressioni o, nella migliore ipotesi, di insulti verso i direttori di gara anche gratuiti.

Infatti, il Presidente della sezione di Frattamaggiore, Michele Affinito, che ha tenuto la lezione introduttiva, ha posto come prima domanda “Sapete quante sono le regole del gioco del calcio?” e nessuno dei presenti, seppur giocatori di calcio e/o spettatori, conosceva la risposta corretta. “Sono 17”, chiosava l’ex fischietto frattese mentre qualcuno dei presenti proponeva “100 regole”, “30”, o con approssimazione “Una ventina”, fino allo scherzoso “Nessuna”. Questo ha dimostrato quanto molte persone giudichino gli arbitri in base al “regolamento sentito dire” o bazzicato, giocando in periferia o, peggio, dei “moviolisti”.

Di cui il presidente ha detto “Secondo voi, un ex arbitro perché dovrebbe fare il moviolista quando commetteva anche lui errori in campo, vedendo l’azione solo una volta e non al rallenty? Ve lo dico io: per fare audience”.

Stando a queste parole, è ovvio che la conseguenza sia un crearsi di ipotesi proprie e soggettive, talvolta da tifosi e “complottiste”, e mai sulla base delle regole effettive.

I giovani chiedevano, però “Come è possibile che un arbitro di Serie A commetta tanti errori a dispetto di tanti anni di esperienza?” e la risposta era “Com’è possibile che Higuain o altri sbaglino rigori dopo anni di esperienza? Dobbiamo pensare che anche loro siano in malafede o che siano umani e possano commettere errori?”.

Inoltre “un arbitro di Serie A, il quale impiega almeno 13-14 anni per arrivare a quei livelli sarebbe così stupido da giocarsi la carriera? Parliamo di persone che non ricevono accuse di alcun tipo dal 2006, anno in cui solo una persona non risultò sciolta totalmente da ogni accusa“.

Fra lo stupore e l’interesse generale dei ragazzi entusiasti, le lezioni proseguiranno e la partecipazione, anche di studenti di istituti limitrofi interessati al progetto, rende queste lezioni interessanti ed accattivanti per curiosi e sportivi e contano, infatti, un’affluenza media di circa 40 persone.

Ferdinando Paciolla