Cardarelli, pochi posti per troppi malati

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Emergenza al Cardarelli di Napoli. La situazione è diventata insostenibile, tra barelle sistemate in corsia e secchi posizionati vicino ai letti per sostituire le normali sacche.

Al Cardarelli le difficoltà non finiscono qui. I malati che arrivavano devono aspettare il proprio turno, tra sofferenze e irritazioni, sulle lettighe delle ambulanze. I posti letto per ogni reparto sono 20 ma non bastano, l’unica soluzione è stata quella di sistemare 35 barelle nei corridoi. I disagi si sono verificati, in particolare modo, nel pronto soccorso e in terapia intensiva. Alcuni pazienti sono stati sottoposti ad emotrasfusioni, date le circostanze, in barella, direttamente nella saletta ascensori, dove c’è il rischio di contrarre maggiori infezioni.

Il ministro della Salute Lorenzin  ha promesso alla Regione Campania che si  occuperà di questo disagio. Allo stesso tempo, anche il presidente della regione, Vincenzo  De Luca ha promesso il suo impegno dandosi come scadenza i mesi che vanno da maggio a giugno.

La fiducia nelle istituzioni manca. Lo status d’emergenza è solito al Cardarelli, vittima non solo della crisi ma anche dello sciacallaggio: Mancano i posti letto e intanto 5 dipendenti delle imprese di pulizie sono stati sospesi per avere allestito in una stanza dell’ospedale, una vera e propria garçonniere, per poter trascorrere del tempo durante le ore di lavoro. Sono stati incastrati dalle telecamere di sorveglianza che vedono gli inservienti fare praticamente tutto fuorché lavorare. Si vede, inoltre, un addetto in atteggiamenti intimi con una donna.

Peccato che il ciclone che ha coinvolto il Cardarelli offuschi una bella notizia: È stata inaugurata l’uscita “Cardarelli” della stazione “Colli Aminei” presente nella linea 1 della metropolitana.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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