Caso Regeni, Usa: Non lasciate sola l’Italia

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Il brutale assassinio del ricercatore Giulio Regeni ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana, da subito il governo sta spendendosi per fare luce, ricostruire l’accaduto e soprattutto trovare il colpevole di questo tanto efferato quanto insensato delitto e provare a risolvere il caso internazionale.

Dal Meeting per la Pace, che si è svolto nei giorni scorsi ad Assisi, il Presidente della Repubblica Mattarella ha speso parole forti e dirette sul caso Regeni. Il Capo dello Stato, nell’esprimere un grande apprezzamento per l’intitolazione del Meeting di quest’anno, dedicato proprio a Regeni, ha detto: “Non vogliamo e non possiamo dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre buoni frutti.”

Intanto, il New York Times ha dedicato al ricercatore italiano un editoriale in cui, tra l’altro, viene aspramente criticata la Francia all’indomani del viaggio in Egitto del presidente francese Hollande, che andrà a siglare un accordo col suo omologo egiziano al Sisi per una fornitura di armi il cui importo è di 1,1 miliardi di dollari. Dalle colonne del quotidiano newyorkese si legge: “La drammatica vicenda Regeni ha costretto almeno un Paese, l’Italia a riconsiderare i propri rapporti con l’Egitto. È tempo che anche le altre democrazie occidentali facciano lo stesso“. E inoltre: “L’Italia ha chiesto agli altri governi europei di fare pressioni sull’Egitto. Alla fine Londra ha chiesto una inchiesta trasparente“. Le critiche più dure del noto giornale sono, però, state rivolte alla Francia, rea di essersi macchiata di un “vergognoso” silenzio e di continuare a svolgere affari con il dispotico governo di al Sisi, che arresta, tortura ed uccide indiscriminatamente gli egiziani e tutti coloro siano ritenuti scomodi dal regime. Inoltre, secondo il NYT, l’accordo tra Francia ed Egitto: “sfiderà la risoluzione del Parlamento Ue che chiede il bando all’export di equipaggiamenti e aiuti militari all’Egitto“. Questa fornitura di armamenti sarà l’ennesimo incentivo al governo egiziano a continuare a perpetrare le barbarie di cui si è macchiato sin dal giorno del suo insediamento.

Intanto la magistratura di Roma ha inviato una nuova rogatoria internazionale per richiedere all’Egitto la consegna dei documenti e degli atti inerenti la morte di Giulio Regeni. L’atto verrà vagliato dal procuratore generale della repubblica araba d’Egitto Ahmed Nabil Sadeq.

Sempre in questi giorni, i genitori di Regeni, su proposta degli europarlamentari PD Patrizia Toia e Antonio Panzeri, sono stati invitati a Bruxelles dalla presidenza della Commissione Diritti umani del Parlamento Europeo per chiarire le ragioni del caso e, forse, fornire spiegazioni sulle azioni Ue.

In questa battaglia per la verità l’Italia non può essere lasciata sola, soprattutto da quei paesi con cui esistono dei profondi vincoli, non solo di natura legislativa. Inoltre non è ammissibile che l’Egitto venga abbandonato a se stesso e sotto il controllo di un despota che esercita la legge del più forte, anche perché per la posizione strategica che ha, il paese nordafricano costituisce un baluardo nella lotta contro lo Stato Islamico. Dunque gli stati europei non possono esimersi dal supportare attivamente l’Italia in questa battaglia per la verità.

Galileo Frustaci

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