Referendum trivellazioni, risultati a Salerno e provincia

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Il Referendum abrogativo rispetto alle norme che prevedono le trivellazioni e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi o di gas naturale in mare (entro i limiti delle dodici miglia marine), tenutosi ieri 17 aprile 2015 dalle 7:00 alle 23:00, si è concluso con un’affluenza del 31,2%, dei quali l’85,8% ha votato “sì”, il restante 14,2% ha votato “no”. Di conseguenza, non avendo raggiunto il quorum (il voto del 50%+1 degli aventi diritto) è stato dichiarato nullo.

La Campania si classifica come la regione con l’affluenza più bassa, con una percentuale del 26,16% (Napoli 25,29%, Salerno 28,18%, Caserta 24,53%, Benevento 26,60%, Avellino 29,81%), insieme alla Calabria, che ha registrato una percentuale del 26,69%13046083_10204884614153750_369468421_n

Nella città di Salerno in particolare erano stati allestiti 152 seggi, tra cui due ospedalieri, con un corpo elettorale composto da 114mila cittadini, compresi i residenti all’estero, ma la percentuale di coloro i quali hanno esercitato il diritto di voto, come nel resto della penisola, si è fermata molto al di sotto del 50%. Si resta fermi, infatti, al 33%, con 1599 schede bianche e 1744 schede nulle e la vittoria del “Sì”. referendum-trivelle-1

L’unica regione ad aver raggiunto il quorum è stata la Basilicata superando, seppur di pochissimo, il famigerato 50%+1. I cittadini Lucani si riconfermano tra i più impegnati ed interessati civilmente e politicamente a questa tematica. Di questo non c’è da meravigliarsi, dato che è una delle regioni direttamente interessate dall’estrazione del petrolio. Ma soprattutto, a spingere i lucani alle urne, è stata la recente inchiesta della Procura di Potenza, secondo la quale alcuni politici avrebbero tratto una serie di vantaggi dall’attività estrattiva in Val D’Agri.

L’opinione pubblica si è letteralmente divisa in due, dato che se da un lato c’è chi considera questo referendum un’ennesima presa in giro, nonché uno spreco di soldi (circa 130 milioni di euro), dall’altro si tende a guardare con occhio positivo quel 30% degli italiani che ha provato a far sentire la propria voce, esercitando il proprio diritto di voto, ben consapevoli del fatto che il referendum sia, da secoli, la più alta e nobile forma di democrazia.

 Maria Iemmino Pellegrino

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