Referendum trivelle: bassa affluenza, vota il 32,15%

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Nel voto del referendum sulle trivelle l’affluenza non raggiunge la soglia attesa dal Comitato del Sì, ossia il 50% più uno degli aventi diritto al voto: ai seggi rimasti aperti dalle 7.00 alle 23.00 si è recato solo il 32,15% degli italiani. Dai primi risultati dello scrutinio è emerso che i ‘’sì’’ allo stop alle trivelle sono stati circa l’80%.

L’unica regione a superare il quorum richiesto è stata la Basilicata con il 50,32%. Vicina anche la Puglia che con il 41,66% ha superato la media nazionale. Al terzo posto troviamo la Liguria (31,62%) con Savona che registra l’affluenza più alta. Bassissima affluenza nel resto d’Italia. Il Trentino Alto Adige è stata la regione con l’affluenza più bassa: solo il 25,16% degli aventi diritto è andato a votare.

Deluse le Regioni e le associazioni promotrici anche se Enzo Di Salvatore, coordinatore nazionale del Comitato No Triv parla comunque di ‘’risultato straordinario su un tema cosi difficile e con poco tempo concesso per far dibattere Paese. ‘’È stata una vittoria far parlare il Paese delle scelte energetiche del governo. Da qui in poi non si torna indietro. Grazie a questo referendum finalmente si è imposto nel dibattito pubblico il tema energetico e gli italiani hanno potuto far sentire la loro voce. ’’ ha commentato il Comitato No Triv.

Dello stesso tenore anche Michele Emiliano. Ecco quanto ha dichiarato ai microfoni il presidente della Regione Puglia: ‘’Il Governo dovrà inevitabilmente tenerne conto. Abbiamo superato la soglia che consideravamo necessaria per poter parlare di un successo: quella dei dieci milioni di elettori che avevo indicato come linea minima del risultato. Praticamente sono gli stessi voti che il Pd ha preso nel suo più grande risultato elettorale, che sono le europee di due anni fa’’.

Soddisfatto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che come ha dichiarato non si è recato alle urne. Questo il commento del premier riguardo al mancato raggiungimento del quorum: ‘’Un risultato netto chiaro. La demagogia non paga. In politica bisogna saper perdere: ci sono dei vincitori e degli sconfitti. Gli sconfitti non sono i cittadini che sono andati a votare perché chi vota non perde mai. Massimo rispetto per chi va a votare. Ma gli sconfitti sono quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che hanno voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche. Che vogliono difendere il mare da qualche piattaforma e poi non si occupano neanche dei collettori per i depuratori. E’ il giudizio su un referendum che si poteva evitare. Abbiamo cercato di evitarlo per non sprecare 300 milioni di euro ma si è tenuto per esigenze e la voglia di conta da parte di qualcuno”.

Le altre massime autorità dello Stato, ovvero il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha votato a Palermo, Laura Boldrini e Pietro Grasso hanno, invece, rispettato l’appuntamento con le urne recandosi ai seggi.

Per maggiori informazioni sui risultati del referendum sulle trivelle consultare il sito: http://elezioni.interno.it/referendum/votanti/20160417/FX01votanti.htm

Vincenzo Nicoletti

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