Tecniche multimediali all’Istituto “Galileo Galilei”

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Indagine sugli stili di apprendimento: L’istituto tecnico industriale “Galileo Galilei” dice stop alle lezioni tradizionali e, richiede nuove tecniche di insegnamento multimediali.

 

L’indagine che è stata condotta all’interno dell’Istituto tecnico industriale “Galileo Galilei” di Salerno, ha come oggetto l’utilizzo di nuovi stili di apprendimento e vede gli studenti dell’Istituto superiore essere propensi per un minor ricorso alle “lezioni tradizionali”, svolte attraverso il classico materiale scolastico da sempre utilizzato come libri e testi e, al contrario, richiedere uno stile di apprendimento che avvenga attraverso: le nuove tecnologie multimediali, una maggiore pratica e l’utilizzo di supporti digitali. 

L’analisi ha riguardato 287 studenti distribuiti in 14 classi della scuola e, i dati ricavati sono evidenti: Solo il 9% degli studenti intervistati (28 ragazzi su 287) ha dichiarato di voler continuare a studiare utilizzando il metodo tradizionale che prevede il ricorso a testi e manuali. Si tratta di una minoranza dalla quale, parte degli studenti sembra discostarsi, favorendo al contrario metodi più moderni di apprendimento legati ad una maggiore pratica che da spazio al dibattito e al confronto, nonché alle ricerche digitali e alle nuove tecnologie multimediali.

Relativamente all’indagine svolta, si è espresso il Preside dell’istituto “Galileo Galilei”, Emiliano Barbuto  il quale, sembra appoggiare gli studenti affermando:

 

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 “Cari docenti adeguate le tecniche di insegnamento, i libri

vanno in pensione”

Ciò che l’indagine evidenzia è che, in una realtà così pervasa dalla tecnologia, alla quale la società risponde sempre adattandosi, anche l’Istituzione scolastica dovrebbe dare spazio ai nuovi processi di modernizzazione, sperimentando le nuove tecnologie multimediali le quali, possono essere utili nel migliorare i processi di insegnamento e di apprendimento, stimolando un maggior interesse e una maggiore partecipazione da parte dello studente nei confronti dell’attività didattica. A tal proposito Emiliano Barbuto sostiene:

“L’insuccesso scolastico rappresenta uno dei problemi principali che la scuola italiana deve affrontare, anche in relazione agli obiettivi che le strategie europee impongono al nostro paese. Questo insuccesso può avere diverse cause. Di sicuro, alcune risiedono nel processo di insegnamento-apprendimento. L’apprendimento degli alunni può essere favorito da uno studio approfondito del loro stile di apprendimento.”

Nella maggior parte delle scuole vige un tipo di prassi in base alla quale l’apprendimento dello studente avviene attraverso “lezioni frontali” tra alunno e docente,ricorrendo esclusivamente a testi e manuali didattici, sottovalutando uno stile di apprendimento basato su tecnologie multimediali come strumenti efficaci per insegnare,presentare,esporre ed illustrare concetti e teorie attraverso immagini,file audio,collegamenti e testi audio-visivi. Aggiunge infatti Emiliano Barbuto: 

“Studiando lo stile di apprendimento dei suoi alunni, il docente può impostare strategie didattiche che adoperino i canali comunicativi preferenziali della propria classe, favorendo l’acquisizione di contenuti ed abilità. In altre parole, il docente ha elementi interessanti per curvare la propria azione didattica sull’alunno.”

 

In questo contesto la multimedialità delle tecnologie, rappresenta uno strumento di primaria importanza che permette esperienze uniche nel campo dell’intrattenimento e, anche di rivoluzionare e migliorare le strategie educative. E’ giusto dunque poter sfruttare l’opportunità della loro utilizzazione per creare ambienti di apprendimento educativo, ambienti nei quali gli alunni, collaborando tra di loro e con i docenti, possano procedere alla costruzione delle loro conoscenze e alla loro formazione professionale.

Federica Pia Mendicino

1 COMMENTO

  1. Anche se insegnavamo in maniera tradizionale abbiamo licenziato tanti bravi periti industriali che si sono fatti onore nella professione o come supporti nell’industria meccanica!!E’ giusto l’evolversi dei metodi didattici,ma…non” demoniamizziamo”Quanto di buono tanti
    bravi docenti ingegneri hanno profuso !!!

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