Disabilità e mobilità: quando una carrozzina ti facilita la vita

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Sono in aumento le persone affette da disabilità e costrette a muoversi utilizzando carrozzine; e, purtroppo, non sempre le nostre città si rivelano adeguate a rendere possibile una facile mobilità, a causa di barriere non solo architettoniche.

Marciapiedi elevati, sopralzi, scale, porte: questi sono solo alcuni dei più comuni ostacoli che, durante un qualsiasi giorno, si possono incontrare lungo la nostra strada. E che possono diventare insormontabili per una vasta gamma di persone, come anziani, bambini, donne in dolce attesa, genitori (o nonni) con passeggini o donne con il carrello della spesa. Da elementi urbanistici, dunque, si trasformano in vere e proprie barriere architettoniche, un vero e proprio incubo nel nostro Paese.

Percorso a ostacoli. Più nello specifico, si definisce come barriera architettonica ogni tipo di elemento fisico o anche senso-percettivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti e la fruizione di servizi, in modo particolare per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale (ma non solo, come abbiamo descritto sopra). E nonostante nel nostro Paese sia presente una vasta legislazione in materia ed esistano già norme e strumenti di pianificazione per abbattere gli ostacoli esistenti, basta guardarsi intorno per rendersi conto che la strada è ancora molto complicata, con troppi spazi che risultano non adeguati alle esigenze e alle condizioni di “disabilità”, che possono dipendere dalla salute, dall’età, dalle condizioni di vita o da situazioni transitorie.

Quello che raccontano i numeri. I problemi riguardano una larga fetta della popolazione; nella sola Unione Europea si stimano circa 80 milioni di cittadini con disabilità, un numero destinato ad aumentare con il progressivo e inevitabile invecchiamento della popolazione. E anche nel nostro Paese l’incidenza è notevole: sono infatti oltre quattro milioni le persone con disabilità in Italia, ovvero il 6,7% della popolazione, così come certificato dal Censis, che stima un trend in crescita anche da noi: nel 2020, questa quota sfiorerà i 5 milioni (quasi l’8% dell’intera popolazione), mentre nel 2040 il numero dovrebbe avvicinarsi ai 7 milioni (superando il 10% del totale nazionale).

Un aiuto tecnologico. Per fortuna, sta aumentando anche la sensibilità relativa alla mobilità delle persone disabili, e la tecnologia può rappresentare un importante punto di svolta. Nelle scorse settimane, ad esempio, un giovane sviluppatore irlandese ha creato un’applicazione denominata Access Earth, che si propone come una sorta di navigatore istantaneo per l’accessibilità a strutture e luoghi per disabili, che diventano protagonisti e promotori delle valutazioni sugli ambienti e luoghi che hanno sperimentato in prima persona. Si chiama invece ViaggiareDisabili il portale destinato a mappare strutture e luoghi sulla base della loro accessibilità, attraverso schede valutative redatte da esperti del team di sviluppo.

Non solo virtualità. Dal campo dell’immateriale passiamo poi a strumenti decisamente più concreti, come quelli proposti dal portale specializzato Medisanshop, punto di riferimento dell’e-commerce nel settore sanitario: sul sito è possibile trovare infatti sedie a rotelle e altri ausili per la deambulazione, dalla tecnologia moderna e ricchi di accessori.

Di corsa contro la malattia. A proposito di rotelle e carrozzine, chiudiamo segnalando un grande evento internazionale pensato per sensibilizzare l’attenzione pubblica sulla necessità di trovare una cura alle lesioni al midollo spinale. Si tratta della Wings for Life World Run, una ultramaratona benefica che si svolge in contemporanea in 5 continenti coinvolgendo migliaia di runner e ben 33 Paesi del mondo: per l’Italia, l’appuntamento è alle ore 13 di domenica 8 maggio a Milano, con un percorso di 100 chilometri e una organizzazione del tutto particolare: infatti, in questa corsa è il traguardo a inseguire i corridori, o meglio è la catcher car dotata di sensori e microchip che dovrà raggiungere l’ultimo velocista rimasto, decretando la fine della competizione.

Anna Capuano

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Sono Anna e sono una Napoletana DOC. Per lavoro non vivo la mia Napoli nella quotidianità, ma appena posso scappo nella mia terra. Le mie più grandi passioni sono viaggiare, scrivere, leggere e fare tanti sport.

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