Ripristinati i pannelli per Silvia Ruotolo, al San Carlo ‘Dieci storie proprio così’

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Domenica scorsa qualcuno ha distrutto i pannelli della Fondazione Silvia Ruotolo nei giardinetti di Piazza Medaglie d’Oro, quartiere Arenella. La notizia indigna ma non quanto dovrebbe, i familiari dicono che non è la prima volta che accade ma non si lasciano scalfire e due giorni dopo i pannelli distrutti sono già stati sostituiti dai nuovi.

Silvia Ruotolo è una vittima innocente della camorra. L’11 giugno 1997 tornava a casa insieme al figlio Francesco di 5 anni mentre la primogenita Alessandra, di 10, l’aspettava dal balcone. I sicari del clan Alfano dovevano far fuori Salvatore Raimondi, affiliato del clan rivale Caiazzo – Cimmino. Furono sparati 40 proiettili, uno dei quali raggiunse Silvia alla tempia uccidendola sul colpo.

I familiari della Ruotolo sono stati i primi in Campania a beneficiare del Fondo di Solidarietà per le vittime di reato di tipo mafioso, grazie al quale hanno dato vita alla fondazione a lei intitolata dedita ai ragazzi a rischio.

Quei pannelli distrutti sembrano quasi voler dire: “Noi di Silvia Ruotolo ce ne fottiamo!”, ma l’atto di chissà quale vandalo resta tale e non esprime in alcun modo il pensiero generale di onesti cittadini, napoletani e non, che Silvia Ruotolo non la dimenticano. Come non dimenticano tutte le altre vittime innocenti della camorra, uccise per sbaglio o uccise perchè tentavano di combattere questo sporco meccanismo che, troppo spesso, ha le mani sulla città. 

E questo lo sa bene anche Giulia Minoli che nel 2011, in collaborazione con la Fondazione Pol.i.s. (Politiche Integrate di Sicurezza), dà vita ad uno spettacolo intitolato ‘Dieci storie proprio così’, andato in scena sabato 16 aprile al Teatro San Carlo di Napoli con la regia di Emanuela Giordano. Sul palco sono state raccontate storie come quella di Silvia, di Annalisa Durante, Peppino Impastato e Federico Del Prete, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di Don Peppe Diana e Giancarlo Siani.

In platea c’erano soprattutto studenti delle scuole superiori, precedentemente preparati alla visione dello spettacolo da laboratori scolastici incentrati sul senso della legalità e sulle responsabilità individuali e collettive. Laboratori organizzati da ‘Il palcoscenico della legalità’, un progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile, promosso dalle fondazioni The CO2 – Crisis Opportunity Onlus, Libera contro le mafie, Pol.i.s., Fondazione Silvia Ruotolo, Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Borsellino e con il patrocinio del Ministero della Giustizia e quello dei Beni Culturali.

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Tanti i messaggi lanciati nel corso dello spettacolo, piccole frasi, motti di tutti, messi lì con la speranza di accendere nelle persone, soprattutto in quelle più giovani, una coscienza tale che li porti a percepire la camorra semplicemente per quello che è: “..una montagna di merda!”

Flora Visone

 

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.

4 COMMENTI

  1. niente da aggiungere, spero solo che queste iniziative possano dare l’opportunità a tanti ragazzi di poter scegliere la strada giusta ed in piena libertà.
    purtroppo la cronaca quotidiana, il mattino di qualche giorno addietro in particolare, purtroppo, ci diceva che si fa la fila per essere arruolati dalla camorra per andare ad uccidere e sono tutti minorenni.
    questi articoli dovrebbero far riflettere…molto!

  2. Davvero è il caso di dire “finalmente una buona notizia!”
    Onore ai cari di queste persone che ci hanno lasciato per colpa non loro, ma di una società “che non ci vuole più”….
    Onore a te Flora….semplice giornalista dall’anima d’oro.

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