Palermo, dramma sportivo

I siciliani, dopo il pareggio casalingo contro l’Atalanta, sprofondano al penultimo posto in classifica: l’incubo della B incombe paurosamente.

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Foto: Davide Anastasi / LaPresse

Era partito con tutt’altre ambizioni quest’anno il Palermo. Un portiere esperto come Sorrentino, un attacco ben assortito composto dal talentuoso Vazquez e dal sempreverde Gilardino, giovani di belle speranze (su tutti Quaison, Struna, Hiljemark) lasciavano presagire un campionato diverso alla calda tifoseria siciliana. E invece, a poche giornate dal termine del campionato, i rosanero sono invischiati nella sentitissima lotta per non retrocedere. La situazione è peggiorata nelle ultime due giornate di campionato: dopo la sconfitta di Torino contro la Juventus, tutti aspettavano il ritorno alla vittoria contro l’Atalanta. Ed invece, contro gli orobici, seppur con una prestazione d’orgoglio, è arrivato solo un pareggio per 2 a 2 (di certo è stato penalizzante giocare a porte chiuse) che permette al Palermo di salire a quota 29 punti e di avvicinarsi soltanto al Carpi distante ora solo due lunghezze, ma con un turno in meno giocato. Molti in casa siciliana parlano di una occasione sprecata e di altri punti persi, ma nella maniera in cui è maturato, questo risultato può comunque risultare utile, tenendo almeno vive le speranze di permanenza in serie A.

Ciò che sembra aver influito negativamente sulla stagione dei rosanero, in generale, sembra essere la situazione societaria burrascosa che dall’inizio della stagione sta mettendosi in risalto sicuramente più delle prestazioni sportive. Infatti il presidente Zamparini più volte ha dichiarato di voler vendere il club, perché stufo del calcio italiano ed anche di una piazza che a suo dire non l’ha mai apprezzato per i risultati sportivi raggiunti in passato. Dal canto loro, i tifosi accusano il patron di non aver costruito una squadra all’altezza del compito né quantomeno di aver ingaggiato uomini di carisma in società che avrebbero aiutato di certo nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Inoltre, se si considerano i ben nove cambi stagionali in panchina che non hanno permesso alla squadra di possedere per lungo tempo una guida tecnica univoca, allora i motivi della crisi possono comprendersi appieno.

Nonostante tutto, però, come abbiamo già detto in precedenza, i siciliani possono ancora credere nella salvezza. Infatti, in queste ultime quattro giornate di campionato il Palermo giocherà due gare in casa (contro Sampdoria e Verona), potendo quindi potenzialmente conquistare sei punti, ed altre due gare in trasferta, nelle quali ricade lo scontro con il Frosinone oltre al match ostico in casa della Fiorentina e dove si tenterà l’assalto al quartultimo posto. Ed è proprio dallo scontro con i gialloblu di domenica prossima al “Matusa” che passa un importante treno per il Palermo. La città e la squadra ci credono: la stagione può ancora essere salvata.

Luca Orefice

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