Migranti dispersi in mare: notizie sul presunto naufragio

Circola dal 18 aprile la notizia di 400 migranti dispersi nel Mediterraneo. Vi sono varie testimonianze, ma ad oggi la verità resta un mistero.

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Il 18 aprile, alcuni dei principali giornali italiani hanno riportato un’ennesima tragica notizia: circa 400 migranti, a bordo di quattro barconi fatiscenti e intenti a raggiungere l’Italia, sarebbero stati dispersi in mare al largo dell’Egitto. A bordo cittadini somali, etiopi ed eritrei.

Notizia che attende ancora conferme ufficiali, poiché le autorità italiane, egiziane e greche non sono ancora riuscite ad accertare la reale dinamica di questa vicenda, nonostante alcune foto circolate sul web che raffigurano soccorritori nell’atto di portare a riva dei cadaveri; anche tale fonte è in cerca di conferme ufficiali.

Una storia diversa, invece, è stata resa nota dal Ministero dell’Informazione somalo, il quale dichiara che le vittime sarebbero state all’incirca 200. Attraverso un comunicato, le autorità somale hanno espresso condoglianze alla nazione.

A riportare per primi la notizia sono stati alcuni media locali somali e in seguito trasmessa dalla BBC. Secondo tale fonte, sarebbero stati 41 i migranti portati in salvo nella città greca di Calamata. Secondo le testimonianze raccolte in Grecia i migranti sarebbero partiti il 15 aprile, la fatiscenza e il sovraffollamento di quei barconi sarebbero stati la causa del naufragio; alcune persone, in seguito, sarebbero state tratte in salvo da una nave mercantile e successivamente consegnati alla Guardia Costiera Greca. La BBC, infatti, ritiene che sarebbero stati circa 500 migranti ad andare incontro a questo atroce destino, spinti dalla ricerca di una sorte migliore in territorio europeo.

La conferma del ritrovamento di 41 migranti al largo del Mediterraneo arriva anche da Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa.

I migranti in questione, però, sarebbero completamente disinformati sul supposto naufragio avvenuto un paio di giorni prima e che, in teoria, dovrebbe riguardare proprio loro. La portavoce dell’UNHCR ha inoltre dichiarato di «non aver ancora avuto conferme per quanto riguarda il naufragio avvenuto al largo del mar Egeo».

Ad intervenire, in merito al presunto naufragio, è stata anche la Guardia Costiera italiana, dichiarando di aver appreso la notizia sui giornali e confermando che non c’è stata alcuna operazione in merito.

Anche Paolo Gentiloni, Ministro degli Esteri, ha voluto esprimere il proprio pensiero circa le notizie che sono circolate, dichiarando: «Stiamo cercando di avere notizie ulteriori soprattutto dalle autorità egiziane, ma al di là dei particolari non c’è dubbio che anche il fatto che avvenga un anno dopo, anche se in un contesto territoriale completamente diverso, interpella le nostre coscienze e deve farci ragionare». Questa esternazione ha ribadito la totale incertezza sui fatti avvenuti lo scorso venerdi.

L’accaduto, anche se soltanto presunto, fa da triste sfondo all’Europa che ha presto atto della proposta italiana del ”Migration Compact”, pensato per contenere i flussi migratori.

Vincenzo Molinari

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Definirsi, delineando i propri confini, è una delle cose più difficili al mondo. Parlerei per ore di svariati temi, ma avere una visione soggettiva di me stesso mi reca alcune complessità. Le uniche cose che so di sicuro sono che ho 19 anni, un metro e settantacinque, capelli scuri, occhi scuri e occhiali; diplomato e aspirante universitario, perennemente critico e relativamente ottimista.

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