E’ Stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo e imperizia nell’utilizzo delle armi, il carabiniere Giovanni Macchiarolo, il quale circa due anni fa uccise con un colpo di pistola in pieno petto il diciassettenne Davide Bifolco. In più, come deciso dal giudice che ha firmato la sentenza, Ludovica Mancini, il militare è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

Tutto è cominciato la notte tra il 4 e il 5 settembre 2014 a Napoli, quartiere Traiano. Tre ragazzi, tra cui Davide Bifolco,  in sella ad uno scooter forzano un posto di blocco. I carabinieri credono di riconoscere in uno dei tre il ventitreenne Arturo Equabile, latitante per aver violato gli arresti domiciliari, e si lanciano all’inseguimento che porterà i tre giovani a cadere dallo scooter e a cercare di scappare correndo tra i vicoletti del quartiere. E’ proprio in quegli istanti che dalla pistola di Macchiarolo, all’epoca ventiduenne, esplode un proiettile che colpirà Davide in pieno petto. Il ragazzino morirà poco dopo e il carabiniere si difenderà sostenendo che lo sparo era stato accidentale.

Una vicenda, questa, che ha fatto discutere a lungo, ricca di dolore, rabbia, contraddizioni, proteste e indignazione. La pena, seppur esemplare come il giudice stesso ha definito, è stata considerata troppo lieve sia dalla famiglia della vittima, sia dall’avvocato difensore, Fabio Anselmo.

Quest’ultimo ha sempre sostenuto l’ipotesi dell’omicidio volontario, non essendo mai stato certo del fatto che il colpo fosse stato sparato accidentalmente. Ipotesi, questa, avvalorata dalle telecamere di sorveglianza e da alcune testimonianze. Inoltre, nella versione del carabiniere, ci sono due importanti punti che non tornano: il motivo per cui abbia caricato l’arma e come il dito sia potuto scivolare “accidentalmente” sul grilletto. Altro punto oscuro è quello del bossolo mai ritrovato.

In seguito a numerose udienze, durante il processo finale la Procura ha definitivamente escluso l’ipotesi dello sparo accidentale, affermando la volontarietà del militare nel commettere il gesto, seppur non mirando ad un bersaglio preciso. Ed è per questo motivo che è stato condannato per omicidio colposo, e non volontario.

Tale sentenza lascia però insoddisfatta la famiglia di Davide, in modo particolare la madre di Davide Bifolco, Flora, la quale sostiene non sia stata fatta giustizia: << L’altro figlio mio è stato condannato a 5 anni per furto, e a te che hai bloccato il cuore di Davide solo >> – urla indignata la donna.piazzale-cenni-davide

All’udienza, tenutasi a porte chiuse il 21 aprile scorso, hanno preso parte i genitori e un fratello di Davide, accompagnati dal loro legale. Fuori dalle porte del Tribunale, in piazza Cenni, un gruppo di circa 150 persone attendeva con ansia la sentenza, urlando e chiedendo giustizia per il diciassettenne.

La condanna per omicidio colposo, dunque, lascia delusi amici e familiari, convinti che la verità su quella notte del 4 settembre 2014 non sia stata ancora riportata a galla.

                                                                           

Maria Iemmino Pellegrino