Corteo Antifascista, ora e sempre Resistenza

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Napoli. Si sta svolgendo adesso il corteo antifascista organizzato dalla rete “ Napoli verso il 25 aprile” che coinvolge al suo interno  movimenti, sindacati, realtà studentesche, Arcigay e singoli cittadini.

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La pioggia non ha ostacolato l’avanzata del “maxi corteo” che ha visto la partecipazione di tantissime persone. Presente in piazza anche la candidata Sindaco del PD Valeria Valente che, in questa, come in tante altre occasioni è stata contestata duramente.  Tanti gli interventi: << Vogliamo un mondo dove regni la giustizia sociale. Passeremo all’interno dei quartieri popolari dove abitano tanti fratelli e sorelle immigrati che subiscono gli attacchi dei fascisti. Migliaia di loro muoiono nel mediterraneo e qui vengono sfruttati. Non sono loro il problema della nostra miseria. Insieme si può vincere, non sono solo vittime ma fratelli di lotta >>.

Simone D’Andrea di “Possibile” : << Mi fa piacere che questa manifestazione è stata molto partecipata superando le divisione che coesistono >>, inerente agli ultimi eventi di cronaca nera che hanno visto protagonista la nostra città, si è così espresso D’Andrea: << L’esercito non basta, dobbiamo chiederci cosa serve. Secondo Possibile va ripresa un’opera di riqualificazione sociale e culturale delle periferie. Grazie a De Magistris abbiamo visto che la risposta migliore è una: favorire le spinte autonome della cittadinanza attiva. Basta soluzioni dall’alto >>.

Padre Alex Zanotelli: << Grazie per questa giornata, l’avete resa bella con la vostra presenza. Nessuno verrà a salvarci, mettendoci insieme e salvarci da soli. Non ci sono liberatori, insieme dobbiamo liberarci da questo sistema di morte>>.

<< A Napoli sono tanti gli esperimenti che dal basso ci parlano di un altro modello di società, fondato sull’uguaglianza, sulla libertà, sul riscatto e sulla giustizia sociale.  Da Napoli può partire un messaggio diverso, contro le politiche di austerità, contro le decisioni dall’alto imposte ai territori. Scendere in piazza il 25 Aprile vuol dire lottare, sottrarre terreno a chi ci impone sfruttamento e precarietà, a ci reprime, a chi omologa, a chi cammina sui corpi e uccide. Vuol dire rivendicare e riprenderci tutto quello che ci hanno tolto, dando parola a chi fino a oggi, sulla propria pelle, ha vissuto le conseguenze delle contraddizioni di questa società, dai lavoratori agli studenti, dai disoccupati a chi vive nei quartieri popolari >> – Spiegano gli organizzatori in una nota.

Per una cultura antifascista, ora e sempre resistenza.

Pasquale De Laurentis e Maria Bianca Russo

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