L’Atletico di Simeone: la favola dei cattivi

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Simeone esalta il pubblico

“Non sempre vincono i buoni, vince chi sa lottare”

[Diego Simeone, dopo aver battuto il Barça in Champions, nel 2014]

I “cattivi” di questa storia non sono esattamente come quelli che ci hanno raccontato nelle favole. Sono sicuramente “brutti” e “sporchi”, se paragonati alle principesse Barcellona, Real o Bayern, ma misteriosamente riescono ad entrare nel cuore di tutti, come un incantesimo che ci priva della nostra volontà. Il cholismo di Diego Simeone sa fare anche questo, non è solamente un modo di intendere il calcio, è qualcosa che va provato per essere inteso a pieno.

Ridotto alla stregua della lente del giudizio tattico, il gioco di Simeone è poco dissimile al catenaccio in stile italiano, basato sulla difesa ad oltranza e sul contropiede, nella speranza di essere concreti nelle poche azioni che si costruiscono, ma sembra esserci un alone di magia in ciò che fa l’Atletico. Sarà perché intendere il calcio in questo modo, in un’epoca in cui il Tiki-Taka e, più in generale il continuo possesso palla, sembra l’unica via percorribile per perseguire la vittoria, vedere i Colchoneros imporsi in campionato e in Europa con un semplice catenaccio fa piuttosto impressione.

Come abbiamo già detto però, non può essere capito se non si prova ad indossare la camiseta rojiblanca almeno per un momento. Lo scontro tra Atletico e Barcellona in questa Champions League sembrava ancora una volta spianare la strada ai blaugrana verso l’ennesima semifinale, ed il 2-1 dell’andata al Camp Nou sembrava spingere i catalani in quel senso. Anche uomini di grande diplomazia come Rummenigge vedevano la squadra di Simeone come una squadra dalla scarsa qualità, dopo l’ottavo contro il PSV. Eppure il precedente c’era, tant’è che il Barcellona negli ultimi anni ha sofferto e perso una Champions ed un Campionato contro una sola squadra, ed è l’Atletico Madrid.

Una squadra che ha avuto la forza, dal 2011 ad oggi, di privarsi di giocatori come Forlan, Aguero, Falcao, Arda Turan, Courtois e Diego Costa, di fallire un investimento importante come quello di Jackson Martinez, ma rimanere altamente competitiva, ostica ed antipatica da affrontare, sia se l’avversario navighi in bassa classifica, sia se invece è la squadra che domina da anni per qualità di gioco e dei singoli, come è il Barcellona. Ed infatti il Tiki-Taka in versione Luis Enrique ha fallito la missione Atletico, così come aveva fallito quello del Tata Martino, nel 2014.

Tutto questo sotto la guida di un allenatore che non è per niente come gli altri, che allena in giacca e cravatta ma ha lo spirito di un gladiatore romano, che ha saputo donare una nuova giovinezza a David Villa e Fernando Torres, che ha rilanciato giocatori come Tiago, Diego ed Ernesto Sosa, epurati dal calcio italiano senza troppi rimpianti. Il Cholo Simeone non è solo un uomo pagato per stare su una panchina, è un leader che sa motivare il suo popolo ed i suoi uomini, che sa sfruttare ciò che ha tra le mani per renderlo gemme preziose agli occhi di tutti.

Ora il Cholismo si trova davanti alla sua vera sfida, quella contro il Guardiolismo che tanto ha vinto e rivoluzionato il calcio, che però non ha mai affrontato così direttamente il “catenaccio” dell’Atletico. E se le favole sono vere, saranno i buoni a vivere felici e contenti, ma visto che il calcio ci insegna che le favole non sono scritte per i potenti, bensì per i più deboli, bisogna aspettare il finale per sapere chi vincerà.

Andrea Esposito

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