ASD San Pietro Napoli, ambiziosa realtà napoletana

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Fonte: napoli.iamcalcio.it

Vi abbiamo parlato in passato di una Napoli polisportiva, ma il calcio prevale sempre tra i vari sport frequentati a Napoli e provincia. Poniamo l’accento sulla provincia, perché in via professionale per fortuna non esiste solo la celebre S.S.C. Napoli; ci sono altre società che richiedono spazio. Già in passato vi parlammo della QuartoGrad, soprattutto come movimento sportivo-popolare. Oggi vi riportiamo le quattro chiacchiere scambiate con il direttore sportivo della ASD San Pietro Napoli, squadra della provincia che richiede spazio e la visibilità necessaria. Perciò noi di Libero Pensiero rispondiamo presente, ed ecco a voi la chiacchierata scambiata con il già citato direttore sportivo.

Salve, con chi ho il piacere di parlare?

Salve, sono Luigi Sparavigna, direttore sportivo dell’A.S.D. S.Pietro Napoli.

A quale categoria siete iscritti?

Siamo iscritti al campionato di Prima categoria. 

San Pietro è un quartiere di Napoli, in cui c’è una fede calcistica accesa. Come mai si è scelto di creare una squadra professionistica a parte?

A dire il vero, la nostra è una società dilettantistica, che milita nel campionato di Prima categoria. I ragazzi appassionati di calcio di questo quartiere, sono soprattutto tifosi del Napoli, ma ciò non gli impedisce di fornirci sempre un gran supporto quando giochiamo al comunale di San Pietro.

Come mai la scelta dei colori sociali giallo e verde? Ci sono motivazioni auliche tipo quelle che diede Albert Kilpin per la scelta dei colori del Milan?

Questa domanda dovrebbe rivolgerla ai presidenti.

San Pietro è un quartiere popolare. Ciò osteggia in qualche modo la crescita della squadra? Com’è il rapporto con l’ambiente? 

San Pietro è un quartiere in cui, tutti gli abitanti, se si scava a fondo, sono legati da qualche tipo di legame familiare. Come in tutte le grandi famiglie ci possono essere problemi e incomprensioni, ma non posso assolutamente dire che sia un ambiente ostile o che osteggi la crescita della squadra.

Ci racconti un po’ della vostra storia.

Il San Pietro è una società gloriosa, che in passato ha disputato anche campionati di eccellenza. Il presidente Michele Bianco e l’intera dirigenza hanno un progetto di crescita graduale, ma ciò non vuol dire non ambizioso, io sono qui da un anno e mi sento di dire che abbiamo fatto grandi cose. C’è un gruppo molto compatto di calciatori, la maggior parte dei quali, lavora con mister Marino ed Orefice da 3 anni e la settimana scorsa abbiamo raggiunto il primo grande traguardo, con la vittoria della coppa Campania, mai vinta prima dalla nostra società.

Avete una sede propria per gli allenamenti o vi appoggiate in strutture già esistenti?

Ci alleniamo al comunale di San Pietro a Patierno, dove disputiamo anche le gare casalinghe.

Le vostre ambizioni stagionali, mirano con più frequenza alla salvezza o alla promozione?

A quattro giornate dalla fine siamo terzi in classifica, in piena zona play-off, in linea con le aspettative di inizio stagione.

Possedete anche un settore giovanile?

Una scuola calcio, gestita da Umberto Marino, della quale sono sempre il direttore. Abbiamo iscritti dai 2000 ai 2010.

Ciò comporta un gran numero di allenatori. Con quali criteri vengono selezionati? 

La scelta dei nostri allenatori viene effettuata per competenze e titoli, lavorare con i giovani non è mai facile.

Cercate appoggio dalle numerose scuole calcio sparse tra Napoli e l’intera Campania, affiliandole a voi?

No, abbiamo un progetto nostro da portare avanti, siamo in buoni rapporti con la maggior parte delle scuole calcio dell’hinterland napoletano, ma al momento non sono in programma affiliazioni.

La vostra rosa è stata composta maggiormente tramite lo scouting o ci si basa molto sui consigli di procuratori esterni alla squadra?

La nostra rosa è composta maggiormente da calciatori di San Pietro a Patierno, mentre gli altri sono arrivati tramite lo scouting.

Dato che c’è molto da scalare, in previsione futura, nelle vostre ambizioni, c’è quella di poter creare il primo derby completamente cittadino e non semplicemente regionale col Napoli?

Credo sia solo un bellissimo sogno.

Sempre rimanendo in tema S. S. C. Napoli, ci sono buoni rapporti con gli azzurri?

Si, alcuni osservatori sono venuti a visionare i nostri 2004/05 e 06 e alcuni hanno fatto un’ottima impressione.

Riguardo i giovani in squadra, viene favorita la loro crescita ed anche il loro raggiungimento di grandi palcoscenici?

Com’è risaputo, nel campionato di prima categoria non c’è l’obbligo di schierare under in campo, ma abbiamo alcuni ’98 interessanti che hanno trovato molto spazio in prima squadra. Sono sicuro che ne sentiremo parlare.

Può farci già qualche nome di futuri campioni?

Parlare di campioni in prima categoria è pura utopia, possiamo parlare di buoni elementi, non di più. Per quanto riguarda i più piccoli, invece, ci sono un paio di 2006 da seguire attentamente.

Eugenio Fiorentino

 

 

 

 

 

 

 

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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