Zanotelli: La privatizzazione dell’acqua è un tradimento di Stato

Il missionario comboniano da anni in prima linea contro la privatizzazione delle risorse idriche: "L'acqua è Sacra"

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Zanotelli
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Durissimo affondo di padre Alex Zanotelli al Governo, in merito alla questione della privatizzazione dell’acqua pubblica.

“Quello che è avvenuto il 21 aprile alla Camera dei Deputati è un insulto alla democrazia.” – afferma Zanotelli, missionario comboniano, da tanti anni residente al Rione Sanità, nel centro storico di Napoli – “Quel giorno i rappresentanti del popolo italiano hanno rinnegato quello che 26 milioni di italiani avevano deciso nel Referendum del 12-13 giugno 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene. I Deputati invece hanno deciso che il servizio idrico deve rientrare nel mercato, dato che è un bene di interesse economico.”

Da anni ormai, comitati popolari e movimenti per l’acqua pubblica si battono per far sì che il servizio idrico resti sotto la gestione comunale e non cada nelle mani dei privati. Nel 2007 era stata anche formulata una proposta di legge che certificasse che l’acqua è un bene primario e comune, su cui non si può lucrare. La proposta di legge era arrivata con molta fatica alla Commissione Ambiente della Camera, dove però, a causa degli interventi del premier Renzi e del Ministro Marianna Madia, il testo aveva subito pesantissimi cambiamenti, venendo de facto snaturato. Il provvedimento, approvato il 21 aprile dalla Camera dei Deputati, obbliga adesso i Comuni a consegnare la gestione dell’acqua nelle mani dei privati. Hanno votato a favore 243 deputati (del Partito Democratico e delle Destre varie), mentre contrari sono stati in 129 (Movimento Cinque Stelle e Sinistra Democratica). Va ricordato che il referendum del 2011 non è praticamente mai stato rispettato in Italia, soprattutto nelle grandi città. Fa eccezione tra le metropoli Napoli, che grazie al sindaco De Magistris (che ha posto la gestione dell’acqua sotto la tutela della società pubblica ABC, Acqua Bene Comune), è stata un esempio di attuazione della volontà popolare.

“L’acqua è Vita, è la Madre di tutta la Vita sul pianeta. Privatizzarla equivale a vendere la propria madre! Ed è una bestemmia!” – continua Zanotelli – “Mi appello al Presidente della Repubblica, alla Corte Costituzione, alla Conferenza Episcopale Italiana e ai Comuni, perché facciano rispettare la volontà popolare, come a Napoli.”

Poi conclude padre Zanotelli: Il problema della gestione dell’acqua è oggi fondamentale: è una questione di vita o di morte per noi, ma soprattutto per gli impoveriti del pianeta, per i quali, grazie al surriscaldamento del pianeta, l’acqua sarà sempre più scarsa. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e milioni di morti di sete. Per questo la gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al Referendum.
Diamoci tutti da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita: l’Acqua.

La privatizzazione dell’acqua rappresenta solo l’ultimo (e probabilmente il più grave) dei colpi che il Governo Renzi ha inferto, a suon di tagli e privatizzazione, all’uguaglianza nel nostro paese. I diciassette miliardi di tagli alla sanità, i tagli all’istruzione primaria e all’università, alla cultura, il Jobs Act e, tra i mille altri provvedimenti, la privatizzazione delle risorse idriche, delineano chiaramente la triste direzione verso cui stiamo viaggiando: un paese dove regnano disuguaglianza e baronato (ricordiamo il passaggio di nomine dei vertici Asl, che passarono da nazionali a regionali, favorendo le clientele), dove la forbice tra ricchi e poveri si allarga sempre più e dove i giovani, a cui in maniera abbastanza rapida viene negato sempre di più un futuro dignitoso, sono costretti ad emigrare. L’Italia è un paese che ha rinunciato ai propri giovani.

Domenico Vitale

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