Ieri un gruppo di migranti e rifugiati ha occupato uno stabile di proprietà del comune di Napoli in via Fratelli Cervi a Scampia, periferia Nord di Napoli.

La USB, Unione Sindacale di Base, sta sostenendo l’iniziativa dei migranti supportati anche dall’EX Opg – Je so’ pazz. È da ieri che tutti si sono messi a lavoro per pulire e riqualificare lo stabile che è stato occupato, supportati anche degli abitanti della zona e tutti sono invitati a dare aiuto e a donare materiale che potrebbe essere utile per la permanenza.

“Je so’ pazz” è un è un ex-opg (ospedale psichiatrico giudiziario) occupato nel marzo 2015 da un gruppo di studenti, lavoratori, disoccupati, per sottrarlo all’abbandono e per restituirlo alla città, per ricostruire la memoria di questo luogo terribile di esclusione e tortura, e lanciare percorsi di mobilitazione a partire da concrete esigenze: dal lavoro al territorio, dalle scuole alle università, dalla casa alla sanità.

Ma perché quest’organizzazione, insieme alla USB, si è mobilitata sostenendo l’iniziativa attuata dai migranti?  << Questo perché più volte li abbiamo incrociati in diversi percorsi di lotta, soprattutto negli ultimi mesi, mobilitandoci su questioni legate all’antirazzismo e alla situazione scandalosa in cui versano gli immigrati nel nostro paese. In particolare a Napoli, e in Campania, migliaia di permessi di soggiorno risultano attualmente bloccati e la situazione può solo peggiorare, visto che questo è il periodo in cui gli sbarchi si moltiplicano. Le strutture dell’ “accoglienza” sono al collasso, o spesso gestite in una maniera barbara da personaggi legati alla politica o alla criminalità organizzata che danno vita a un vero e proprio business dell’accoglienza, in cui a perderci sono sempre gli immigrati. – Continua Rosa, uno dei referenti dell’Organizzazione dell’ex OPG- Inoltre questi rifugiati, in particolare, sono rifugiati politici del Mali (dove la Francia da anni sta conducendo un’aggressione militare), e sono stati espulsi a seguito di una protesta che hanno attuato contro le loro condizioni di detenzione. Dopo la protesta sono stati denunciati, e cacciati. Così per loro è diventato impossibile accedere a permesso, status di rifugiato e un tetto.>>.

Molteplici sono anche le iniziative che all’ex OPG sono state avviate. Hanno aperto uno sportello che, con la Camera Popolare del Lavoro, si metterà a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici stranieri, per risolvere i problemi che ostacolano la loro permanenza sul territorio. Finalità del progetto è anche porre fine alla difficoltà della burocrazia italiana e porre fine alle differenze di trattamento. Inoltre tutti i giovedì dalle 18:00 alle 20:00 hanno istituito un corso di italiano per immigrati completamente gratuito e senza alcuna richiesta di documenti da parte dei partecipanti.

Oggi si è tenuta, presso il Comune di Napoli, una consultazione. L’amministrazione ha promesso il suo impegno affinché la vicenda si concluda nel migliore dei modi. 

Simona Pietropaolo

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Simona Pietropaolo è nata a Napoli il 3 novembre del 1993 e vive a Marano di Napoli. Studia alla facoltà di Lettere moderne dell' Universita Federico II per poter intraprendere una carriera nell'ambito del giornalismo e delle comunicazioni. Le sue passioni sono la scrittura creativa e la lettura principalmente di opere letterarie classiche e contemporanee.