Beneficenza: arbitri di Frattamaggiore di nuovo in prima linea

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Il 4 maggio si è tenuto presso lo Stadio Ianniello di Frattamaggiore il triangolare di beneficenza, intitolato “Un goal per la vita”, che è stato arbitrato da una terna  composta da: presidente della sezione di Frattamaggiore ed ex arbitro di Lega Pro, Michele Affinito, come direttore di gara; l’ex assistente di Lega Pro ed Internazionale di calcio femminile, nonché assistente della finale mondiale femminile, Giuliana Guarino; l’ex assistente di Serie A, Salvatore Argiento come AA2; il quarto uomo Pietro Giustino.

La squadra delle “vecchie glorie” arbitrali frattesi era estremamente carica (vedi foto) e fiera di partecipare ad un evento benefico che ha visto la presenza di Marika Fruscio come madrina e del comico di “Made in sud”, Alessandro Bolide, come testimonial e giocatore della squadra “vecchie glorie del Napoli”, che ha disputato due match, di cui uno con la squadra dei commercialisti di Napoli. Tra gli ex giocatori azzurri il viso più noto era sicuramente quello di Gennaro Iezzo.

L’evento, che contava fra gli organizzatori associazioni radicate sul territorio come “Piccole gioie per i bambini della terra dei fuochi” ed ha visto la presenza del sindaco Del Prete, ha portato ad un incasso di circa 4.300 euro; cifra di non poco conto considerato l’orario (fischio d’inizio alle 17).

Fatte queste dovute note di cronaca, è necessario ricordare che, come disse qualcuno, “La beneficenza è come l’umiltà: la si perde quando la si dichiara”, ma la targhetta ricevuta dalla terna di Frattamaggiore e, simbolicamente, da tutta la sezione frattese sarà esposta, probabilmente, nei cuori ed anime oltre che nei locali sezionali in maniera orgogliosa, vista la costante presenza dei fischietti frattesi in queste iniziative.

“Sarà come un memorandum per il nostro futuro – dichiara il presidente Affinito – e per le future generazioni di arbitri per ricordare che siamo sì un’associazione nazionale, ma prima di tutto radicata sul territorio, fatta da persone sane per cui è quasi un dovere per noi aiutare chi è meno fortunato”.

Ferdinando Paciolla

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