Sono 8 i residenti dell’isolato 3, l’edificio delle case popolari Iacp del parco verde di Caivano, indagati in merito all’incendio doloso di via Santa Barbara in Caivano, tra cui figurano molti familiari della bambina, oltre alla nonna materna di Antonio.

Anche la mamma di Fortuna è indagata per l’attentato incendiario verificatosi nel basso di via Santa Barbara in Caivano, dove Marianna Fabozzi fino a mercoledì era agli arresti domiciliari. L’incendio era stato appiccato con una bottiglia molotov poche ore dopo la pubblicazione della notizia dell’arresto di Raimondo Caputo, responsabile per la Procura di Napoli Nord, diretta dal procuratore capo Francesco Greco, dell’omicidio di Fortuna.

Sono sempre più agghiaccianti i dettagli che emergono dalle indagini sulla scomparsa di Chicca e del piccolo Antonio, il bambino di 4 anni morto l’anno prima di Fortuna in circostanze simili. A palesarsi è un ambiente omertoso, in cui violenze ingiustificabili si sono verificate nel corso degli anni con il tacito consenso dei residenti. Risultano essere cinque, per ora, i bambini che hanno ricevuto le indesiderate attenzioni degli “orchi” residenti nella zona. Una quindicina di condomini sono sono finiti sotto inchiesta, tra cui la nonna della piccola testimone, amica del cuore di Fortuna, che diede la svolta più importante al caso con la sua testimonianza. Anche la vicina di casa Rachele Di Domenica, ex suocera di Mimma Guardato, è indagata per aver nascosto e gettato la scarpa della piccola, per “non avere fastidi”.

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Resta ancora l’amaro in bocca anche per le parole di Corrado Augias, che durante una trasmissione su La7 ha dichiarato di ritenere inopportune la posa e la pettinatura della piccola in una delle fotografie diffuse dalla madre, in quanto, secondo lui, tali atteggiamenti sarebbe più consoni ad una ragazza di 16 anni che ad una bambina di 6. Augias è stato in seguito denunciato dal padre di Fortuna. “Abbiamo denunciato Corrado Augias per diffamazione. E’ vergognoso quello che ha detto su mia figlia”, afferma Pietro Loffredo a La Zanzara, su Radio 24.
Angelo Pisani, uno dei legali della famiglia, continua: “E’ una vergogna quello che ha detto Augias perché voleva alludere che questa bambina di sei anni potesse aver provocato il pedofilo o era giusto che corresse questi pericoli. E’ un’affermazione di una gravità enorme e di un’ignoranza infinita”.

In seguito alla denuncia di Loffredo non ha tardato la risposta di Augias: “Insisto a dire che permettere a una bambina di atteggiarsi come una signorinetta è improprio. I bambini devono restare bambini. Non è un giudizio morale, è un giudizio di opportunità su cosa deve essere l’infanzia”.

Marta Buono