Il Mondo in Questione: tregua ad Aleppo, Papa Francesco contro l’Europa, le donne nel parlamento iraniano

Cosa è successo nell'ultima settimana in giro per il mondo? Lo scopriamo insieme con la nostra rubrica Il Mondo in Questione!

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il mondo in questione

Il Mondo in Questione è la rubrica di Libero Pensiero che ogni settimana riporta le principali questioni di geopolitica che stanno cambiando il mondo. Siete pronti? Partiamo subito con la nostra carrellata!

USA E RUSSIA PROLUNGANO LA TREGUA AD ALEPPO

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Nella giornata di martedì il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva fatto presente la possibilità di una tregua ad Aleppo da definirsi nei prossimi giorni. Così come John Kerry, segretario di Stato americano, il quale si era augurato di riportare in quelle zone una pace temporanea, da stabilirsi con la massima urgenza. Così è stato e nella giornata di giovedì la tregua ha avuto inizio. Aleppo nelle ultime 3 settimane ha visto incrementare a dismisura le ostilità tra forze militari governative e non, un’escalation di violenza che si è ripercossa tragicamente sui civili, tra i quali si contano circa 300 vittime. Dietro l’urgenza avvertita da USA e Russia c’è un disperato appello dell’ONU, e richieste di cessazione delle ostilità avanzate da più parti in Europa, Francia e Inghilterra in primis. Questa mattina la tregua è stata inoltre prolungata di ulteriori 3 giorni dopo i 3 previsti dalla precedente, ma in molti si domandano su quanto sia in effetti rispettata, dato che ieri a sud di Aleppo sono state registrati altri 73 morti.

IL DURO ATTACCO DI PAPA FRANCESCO ALL’EUROPA

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Venerdì, in occasione della consegna del prestigioso premio Carlo Magno, Papa Francesco non ha risparmiato critiche anche pesanti alle attuali politiche europee in quanto a migrazioni e lavoro, attaccando per lo più chi non sembra vedere più il “progetto di solidarietà” alla base dell’Unione. La città di Aquisgrana consegna, infatti, ogni anno il premio a chi si è maggiormente distinto per l’integrazione e l’Unione Europea, e quest’anno è toccato al pontefice. Ricalcando la retorica di Martin Luther King, anche Francesco ha formulato il suo personale “I have a dream”, dichiarando: «Sogno un’Europa, in cui essere migrante non sia un delitto bensì un invito a un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano, sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo». Ha quindi continuato rifacendosi agli ideali di base del progetto europeo, chiedendosi «Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà?» Parole che forse smuoveranno qualche coscienza in più nei paesi di tutta l’Unione, ma che difficilmente faranno tornare sui propri passi i leader che hanno già iniziato a costruire nuovi muri.

DICIASSETTE DONNE ELETTE NEL PARLAMENTO IRANIANO

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Dal prossimo 27 maggio il parlamento iraniano avrà una nuova composizione a seguito delle recenti elezioni, ultimate lo scorso 29 aprile. I risultati elettorali sono stati sorprendenti: il nuovo parlamento avrà più donne (17) che religiosi (16). Le diciassette donne elette provengono tutte da ambienti riformisti e costituiscono il 9% della rappresentanza elettorale del majlis. È un dato notevole, soprattutto se si pensa al fatto che il parlamento uscente conta soltanto nove donne, ma, al contrario delle neoelette, tutte provenienti da ambienti conservatrici. In realtà, secondo alcune fonti, le donne elette sarebbero addirittura 18. Tuttavia, una di queste sarebbe stata squalificata dal Consiglio dei Guardiani. Si tratta di Minoo Khaleghi, dottoranda in giurisprudenza e attivista ambientale. L’accusa rivolta alla donna iraniana è quella di condotta immorale per aver stretto la mano ad un uomo mentre era in viaggio all’estero e per non aver indossato il velo.

GUATEMALA, LOTTA ALLA DENUTRIZIONE

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Nel corso di una visita ufficiale negli Stati Uniti, lo scorso giovedì il Presidente della Repubblica del Guatemala, Jimmy Morales, ha affermato che uno degli obiettivi fondamentali del suo mandato sarà quello di ridurre drasticamente la drammatica denutrizione di cui soffre – parole del Presidente – «almeno il 52% dei bambini guatemaltechi da zero a cinque anni». Per risolvere il problema, il Guatemala è in trattative proprio con gli Stati Uniti, da cui si attendono, secondo Morales, i contributi economici e finanziari che supportino gli sforzi del Governo; inoltre, a New York il Presidente ha incontrato anche rappresentanti della Banca Mondiale e dell’ONU, allo scopo di trovare ulteriore sostegno per i propri progetti. In un anno in cui l’estate è stata particolarmente torrida e la siccità ha aggravato le condizioni dell’agricoltura in Guatemala, assume dunque ancora più significato l’iniziativa del Governo Morales a favore dell’infanzia.

IL GOVERNO STATUNITENSE APPOGGIA LA NIGERIA NELLA LOTTA A BOKO HARAM

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Il governo degli Stati Uniti sta tentando di approvare un attacco aereo a sostegno del governo locale nella battaglia contro il gruppo estremista Boko Haram. Washington sta inoltre mettendo a disposizione il proprio intelligence e un folto dispositivo di sorveglianza nella lotta contro i militanti islamisti e pianifica di implementare il numero di istruttori, al fine di addestrare le truppe nigeriane. Le operazioni americane in Africa occidentale restano perlopiù secretate, anche se il vice ammiraglio Franken, comandante dell’ Africa Command del Pentagono, ha dichiarato che in Africa operano 6200 unità dell’ esercito statunitense, in maniera preponderante si tratta di operatori delle forze speciali. Il presidente nigeriano Buhari ha dichiarato che la cooperazione fra Nigeria e Stati Uniti è un successo per il paese africano in quanto aiuterà a frenare la dilagante corruzione che imperversa nell’esercito nigeriano.

DOPO 40 ANNI UN NUOVO CONGRESSO DEI LAVORATORI IN COREA DEL NORD

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Dopo quarant’anni dall’ultima volta, nella giornata di ieri, in Corea del Nord si è tenuto il Congresso del Partito comunista dei lavoratori. Kim Yong-un sfrutterà il congresso per consolidare il suo potere e il suo ruolo da leader incontrastato, per ordinare la linea politica del paese nei prossimi anni e per contrastare la comunità internazionale. Ciò che ci si aspetta dal partito, allora, sarà la celebrazione della figura del sovrano, in aggiunta all’annuncio di alcune riforme economiche e alla conferma della politica nucleare e missilistica già avanzata dal governo di Pyongyang. Anche i media internazionali sono stati invitati a documentare l’evento. Tuttavia, l’accesso alla Casa della Cultura del 25 aprile, il palazzo in cui si è tenuto il congresso, è stato riservato esclusivamente alla tv di Stato, mentre i giornalisti/reporter stranieri sono stati obbligati, addirittura, a stare lontani circa 200 metri dalla sede dell’evento.

 

Hanno collaborato: Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Valerio Santori

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