Tardigradi, i supereroi del mondo animale

0
453

Talmente piccoli che la loro scoperta avviene dopo l’invenzione del telescopio, ma allo stesso tempo talmente resistenti da essere impiegati in esperimenti di resistenza nello spazio, per testarne le straordinarie capacità. I tardigradi sono una sorta di supereroi del regno animale, con caratteristiche davvero uniche.

Inizialmente i tardigradi vengono scambiati per organismi unicellulari ma poi, con l’affinamento delle tecniche di osservazione microscopiche, si capisce che essi sono estremamente più complessi e contemporaneamente diversi da qualunque altra cosa presente sul pianeta. Tanto che alla fine per essi viene aggiunto alle classificazioni tassonomiche ufficiali un Phylum apposito, ‘Tardigrada’, appunto.

La loro struttura fisica non è per nulla semplice, pur essendo estremamente piccoli (di rado superano il millimetro), con un sistema nervoso cefalico complesso, corpo segmentato dotato di quattro paia di zampe e una cuticola simile a quella degli insetti. Il movimento dei tardigradi è molto particolare e anche buffo, tant’è che simpaticamente vengono soprannominati orsetti d’acqua.

Acqua appunto, l’elemento base in cui vivono e che popolano praticamente in ogni parte del pianeta. Che sia in mare, in acqua dolce, nella lieve umidità che si trova negli interstizi dei muschi, non c’è praticamente luogo che non ospiti dei tardigradi.

Tra le caratteristiche straordinarie descritte da chi li studia, ci sono sicuramente le modalità riproduttive. Molti, soprattutto in mare, si riproducono per anfimissi (uovo e spermatozoo quindi), altri sono ermafroditi che praticano l’autofecondazione ma altrettanti producono la loro prole per partenogenesi, ovvero utilizzando un solo sesso e dando vita a veri e propri cloni, senza la necessità di un partner o di una situazione di ermafroditismo. Pare che i tardigradi usino questa particolare caratteristica per colonizzare velocemente un nuovo ambiente, senza dover perdere tempo a cercare un partner, visto che comunque i loro movimenti sono abbastanza lenti e la cosa sarebbe senz’altro faticosa.

uf57577,1257296325,HB5QPIlK_Pxgen_r_467xA

Ma le peculiarità dei tardigradi non finiscono con la complessità della loro sfera sessuale. Essi hanno destato tanto interesse nella comunità scientifica perché sono in grado di autoindurre una fase di quiescenza, o dormienza, che li rende praticamente immortali.

In questa situazione i tardigradi, ma anche le loro uova, sono in grado di sviluppare una resistenza che ha dell’incredibile e che li rende in grado di sopravvivere a condizioni che ucciderebbero qualunque altro essere vivente conosciuto.

Rimuovendo dal proprio corpo ogni molecola d’acqua e contemporaneamente producendo proteine specifiche, i tardigradi affrontano indenni condizioni come radiazioni UV e ionizzanti che ucciderebbero qualunque organismo attivo, temperature molto basse o elevate (fino a –273°C e a +151°C), elevatissime pressioni atmosferiche (600 MPa) e sostanze chimiche (come etanolo, H2S, OsO4, bromuro di metile), nonché il vuoto (5 x 10-4 Pa) e l’assenza di gravità.

Nei tanti esperimenti condotti sui tardigradi, è apparso chiaro che al ritorno di condizioni normali e con la presenza d’acqua questi simpatici animaletti riprendono le proprie funzioni vitali come se non fosse successo nulla. E al momento nessuno sa perché.

Ovviamente la nostra fantasia non ha limiti (il che è anche bello a dirla tutta) e sono in molti ad ipotizzare che i tardigradi non siano proprio di queste parti ma che siano arrivati sul nostro pianeta in sella a qualche meteorite o chissà in quale altro modo. Del resto, viste le loro caratteristiche, un viaggio del genere non li spaventerebbe per niente e proprio a dirla tutta, non somigliano a nient’altro di conosciuto sulla Terra.

Ma poco importa, visto che non potremo mai chiederglielo e non lo sapremo probabilmente mai.

Quello che è certo è che questi esseri straordinari saranno i nostri partner insostituibili in quella che in futuro (abbastanza lontano presumibilmente) sarà la nostra sfida più grande, la colonizzazione dello spazio.

Essi ci aiuteranno a comprendere cosa funziona e cosa no, quali sostanze ci aiuteranno a sopravvivere e quali situazioni non sopporteremo mai e saremo costretti ad affrontare usando la tecnologia e l’ingegno. Ma da loro impareremo anche a stabilizzare e conservare molecole, tessuti e organi e quindi a fare importanti progressi in campo medico, che poi ci serviranno eccome anche nello spazio.

Insomma cammineremo insieme a questo alleato invincibile, tanto forte quanto piccolo, in un viaggio straordinario, una sorta di guida galattica per autostoppisti con un amico immaginario, che poi se lo guardi al microscopio proprio immaginario non è.

http://www.scienzainrete.it/contenuto/partner/i-tardigradi-questi-sconosciuti-e-questi-fenomeni

Mauro Presciutti

NESSUN COMMENTO