PD, Elezioni a Napoli, liste al veleno

Il Pd sembra spaccarsi sulle liste di Valeria Valente. Tra i nomi, due denunciati per brogli elettorali.

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Sempre più al veleno le elezioni comunali nella Città Metropolitana di Napoli, che si terranno il 5 giugno. Tra primarie dall’esito dubbio, ex sindaci che ritornano alla carica e liste di impresentabili, le elezioni del capoluogo partenopeo sembrano doversi svolgere in un clima alquanto teso. Il PD tra i protagonisti.

Il sindaco uscente Luigi De Magistris, che sembra essere, almeno dai sondaggi, il favorito per la rielezione, si presenterà anche stavolta da indipendente con il suo Movimento Arancione. Non è un mistero per nessuno infatti che il rapporto tra il Primo Cittadino napoletano e il PD si sia deteriorato da molto tempo. La spaccatura col premier Renzi si è acuita soprattutto negli ultimi tempi, per la questione Bagnoli. Più compatto invece il centro-destra, che fin da subito si è stretto intorno al noto imprenditore napoletano Gianni Lettieri (già battuto cinque anni fa dallo stesso De Magistris), la cui campagna elettorale quantomeno aggressiva nei confronti della città stessa ha fatto molto discutere. Nota anche da tempo la candidatura dell’ingegnere monzese Matteo Brambilla, del Movimento Cinque Stelle, che sembra tuttavia destinato ad avere ben poche possibilità di vittoria.

Molto più complicata appare invece la situazione per quanto riguarda il Partito Democratico: primarie al veleno nel partito di maggioranza nel nostro Paese. Valeria Valente, candidata gradita al premier Renzi ha battuto alle urne l’ex sindaco ed ex governatore della Campania Antonio Bassolino. Le primarie furono molto discusse, date le accuse di brogli da parte dello stesso Bassolino. Particolarmente compromettenti furono anche i filmati realizzati dal giornale Fanpage.it fuori dai seggi: nei video si vedono benissimo uomini vicini alla Valente che, dietro pagamento di piccole somme (addirittura 1 euro) corrompono cittadini al fine di pilotarne il voto. Nonostante il ricorso di Bassolino sia stato respinto già da tempo, le polemiche non sembrano volersi arrestare. A gettare benzina sul fuoco sembra pensarci la stessa Valente che, tra i nomi della sua lista, sembra aver indicato anche due personaggi denunciati proprio per corruzione fuori dai seggi. Due impresentabili dunque, la cui presenza potrebbe essere deleteria ai fini elettorali.

Normalmente, in quasi tutti i paesi democratici, è buona abitudine non candidare persone denunciate o condannate, o comunque ricattabili. E’ un malcostume che purtroppo appare tutto nostro quello di avanzare candidature quantomeno discutibili. La vicenda rievoca, anche se con situazioni chiaramente diverse, quella del governatore De Luca che, qualche settimana prima della sua elezione, fu inserito dal presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, in una lista di impresentabili.

Non va giù poi ad alcuni dirigenti dem linea politica della Valente che afferma di voler affidare le dieci municipalità napoletane a “dieci persone d’alto profilo della società civile, esterne al partito“. Questa linea ha portato alle dimissioni del segretario provinciale del Pd, Mario Maffei, che nella sua lettera di dimissioni scrive: “Sbagliato sostenere che mettendo nei 10 parlamentini solo persone della società civile si guadagnerebbe un 2 per cento in più in ogni municipalità. Significa affermare che i nostri dirigenti sono bravi a organizzare il consenso ma inadeguati a ricoprire ruoli di governo“. Tra i nomi della lista Valente possibili quelli di Valerio Di Pietro, Noemi Spatuzzi e Federico De Rienzo, così come quello di Lidia Viganoni, ex rettrice dell’Orientale. Certa appare poi anche la presenza del gruppo Ala, vicino a Denis Verdini, la cui presenza è così “giustificata” dalla Valente: “Se in Ala ci sono persone perbene, io non ho pregiudizi“.

Un enorme carrozzone appare quello che il PD presenterà il cinque giugno. Vedremo se questa grande coalizione sarà premiata o meno dai cittadini. Intanto sono state espulse le seguenti liste: Pli-Pri e Lega Sud-Ausonia. Inoltre, il PD è stato escluso da due importanti zone della città: la VI e la X municipalità, corrispondenti a Barra-Ponticelli e Fuorigrotta-Bagnoli.

Domenico Vitale

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