Napoli, dopo circa tre mesi dal loro allestimento, sono stati inaugurati e utilizzati i primi cassonetti a scomparsa situati all’angolo di Via Medina e piazza Municipio.

Installati dall’Asia in collaborazione con la Metropolitana di Napoli, ogni contenitore ha la capienza di cinque metri cubi dove poter riciclare materiali quali il metallo, la plastica, il vetro e la carta.

Un’iniziativa che ha lo scopo di far rinascere la città e di darle una nuova connotazione. Quelli a via Medina saranno i primi di una lunga serie. I cassonetti a scomparsa verranno installati, infatti, in altre zone della città. I prossimi verranno stanziati a Garibaldi, appena terminati i lavori di riqualificazione. I tre maxi contenitori andranno inoltre a beneficiare anche nella struttura della metropoli, oltre a recuperare spazio, verranno eliminati i cassonetti su strada. Il tutto ovviamente in sintonia con l’ambiente e rispettando tutte le norme vigenti.

Per far si che la cosa duri nel tempo e ottenga buoni risultati, si necessita, di un lavoro costante e reciproco tra cittadini e personale. Il cittadino, una inserirà il rifiuto nel cassonetto, il materiale andrà poi in una parte sottostante della cupola, la zona in cui verrà successivamente prelevato. Una volta raggiunto il limite massimo di capienza di ogni cassonetto, il personale svuoterà il contenuto portando all’esterno la campana sotterranea e procedendo poi alla raccolta dei rifiuti.

Una soluzione alternativa già attiva da tempo in altri territori italiani, soprattutto le regioni del Nord e in alcuni paesi europei. La  notizia è stata annunciata dal consigliere comunale Francesco Vernetti che si pronuncia entusiasta e fiducioso nei confronti di questa sorta di esperimento, convinto che anche i cittadini sapranno utilizzarla, facendone un impiego dignitoso.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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