Toni, campione vero

Al “Bentegodi”, nell'ultima gara casalinga del Verona che saluta la A, si congeda dal grande calcio uno dei bomber più prolifici che il calcio italiano abbia mai conosciuto.

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È stata una serata dalle intense emozioni quella vissuta domenica sera al “Marcantonio Bentegodi” di Verona, non solo per i tifosi della squadra di casa, ma per tutti coloro che amano il calcio e che hanno potuto ammirare le prodezze di un grande bomber. Luca Toni, con un bottino di 659 presenze e 306 gol all’attivo, più 47 presenze e 16 reti realizzate con la maglia della Nazionale italiana, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo, chiudendo il cerchio di una carriera magnifica, che l’ha visto raggiungere moltissimi traguardi, sia personali che di squadra. Classico centravanti vecchio stampo, forte fisicamente e capace di capitalizzare al massimo le occasioni da gol, è riuscito a vincere nel suo percorso da calciatore per due volte il titolo di capocannoniere della serie A, la Scarpa d’oro nel 2006, e nello stesso anno di laurearsi Campione del Mondo con la sua nazionale. Memorabile è la doppietta siglata contro l’Ucraina ai mondiali tedeschi, che permise all’Italia di acquisire quella consapevolezza necessaria per poter ambire al titolo. La sua storia è da esempio per tutti: la gavetta paga sempre, e l’ha dimostrato segnando caterve di gol dai palcoscenici meno ambiti della C, fino alla Champions League giocata con regolarità negli anni trascorsi al Bayern Monaco. A trentotto anni, dopo essersi tolto l’ennesimo sfizio da calciatore professionista divenendo il bomber più prolifico in Serie A dell’Hellas Verona, era doveroso fare attente valutazioni sul proprio futuro. Infatti Toni ha più volte affermato durante questa stagione che molto probabilmente, la grossa delusione dovuta alla sciagurata retrocessione degli scaligeri (ormai nell’aria), abbinata ad alcuni problemi fisici che l’hanno tenuto lontano dai campi da gioco, l’avrebbero spinto al ritiro.

Il gol di cucchiaio siglato su rigore nella partita d’addio contro la Juventus non rappresenta che il suggello di una carriera stratosferica, e la standing ovation tributatagli da tutto lo stadio, il giusto riconoscimento ad un grande uomo e campione. In bocca al lupo per il tuo futuro Luca, i tuoi gol e la tua esultanza saranno da esempio per i campioni del futuro.

Luca Orefice

 

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