Link Napoli, sperperi di denaro alla Federico II. Confederazione: ”Siamo puliti”

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A pochi giorni dalle votazioni per le elezione delle rappresentanze studentesche dell’ateneo Federico II di Napoli, arriva la denuncia da parte dei ragazzi di Link- Studenti indipendenti Napoli, con la loro ‘operazione trasparenza‘ grazie alla quale, con dati alla mano, hanno messo alla luce allucinanti sperperi di finanziamenti studenteschi.

La somma in questione è di 390.000 €: un capitale messo a disposizione dall’ateneo per promuovere le diverse attività delle associazioni studentesche, quali conferenze, giornalini di facoltà e corsi di formazioni. Tra le varie proposte, una sessantina di queste sono state approvate e la maggior parte sono rapportabili a Confederazioni degli studenti (formata da varie associazioni dipartimentali).

Dopo aver presentato diversi mesi fa un richiesta di bilancio delle spese per i progetti finanziati dall’ateneo al Consiglio degli studenti, senza aver ricevuto risposta, i ragazzi di Link hanno deciso di presentare una formale richiesta di accesso agli atti. I dubbi di sperpero diventano realtà e  l’indignazione si fa sentire davanti a migliaia e migliaia di euro spesi per coffebreak e operazioni tipografiche, come accaduto per l’evento “ University music festival“.

L’evento – si legge in una nota  di Link- è stato finanziato per circa € 90.000, in deroga al tetto massimo di € 15.000, che il bando stabilisce per ogni singolo progetto. Inoltre la questione poco chiara è quella relativa agli incassi del servizio bar e all’ingresso di chi non appartenesse alla Federico II , i quali avrebbero dovuto pagare per entrare. Infatti non è presente nella documentazione nessun atto che indichi la quantità totale di questi ricavi né la loro destinazione

Arriva puntuale anche il comunicato stampa di Confederazione degli studenti che più  di ” operazione trasparenza” , parlano di operazione ” Acchiappa voti” : “Le nostre Associazioni si sforzano ogni anno di organizzare convegni, eventi e corsi di grande caratura: le rare volte che ci rendiamo conto che un progetto stanziato non incorre nelle preferenze degli studenti non abbiamo esitato a restituire l’intero ammontare indietro (come nel coso del “BoT”, ciclo di convegni sulle neuroscienze) mentre tra i progetti svolti possiamo annoverare corsi che normalmente costano centinaia di euro a persona, forniti non solo in modo completamente gratuito grazie allo stanziamento ma ottenuti a prezzi del 60 70% in meno rispetto al costo usuale. Riteniamo la nostra faccia pulita, le nostre spalle dritte e senza l’ombra di lobby, partiti o sindacati: siamo gli unici a poter dire questo senza possibilità di smentita alcuni; gli unici che dicono di stare dalla stessa parte da sempre. Essere onesti prima di sembrarlo è un requisito minimo, non una qualità politica.”

Ma tra polemiche e accuse, sono le parole di Domenico Cristiano di Link Napoli che vanno dritte al nocciolo della questione e aprono gli occhi ai numerosi studenti dell’ateneo: << È inaccettabile che in un momento di forte crisi e di definanziamento del sistema universitario, mentre le tasse aumentano e i servizi di diritto allo studio diminuiscono, ci si permetta di sprecare in questo modo ingenti quantità di fondi universitari. Crediamo che ci sia bisogno di una differente modalità di gestione per l’elargizione di contributi per le attività studentesche: più trasparente, maggiormente partecipata, e che valuti attentamente i dettagli delle spese >>. 

A questo link, e in allegato le rendicontazioni in possesso DI Link Napoli – Coordinamento Universitario: https://drive.google.com/file/d/0B2LtDUOH6JC5cEhDcDBUeW5HbzA/view

Alessandra Vardaro

 

 

 

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