Emilia Romagna: obbligo vaccini al nido

0
365

In seguito a fenomeni gravi, quali ad esempio la bimba di 28 giorni morta di pertosse al Policlinico Sant’Orsola di Bologna nell’autunno scorso, si è compresa la necessità di adoperare un maggior controllo delle vaccinazioni, al fine di evitare il propagarsi di infezioni virali e batteriche soprattutto tra i più piccoli.

Le diverse tragedie susseguitesi nel tempo hanno reso dunque concreto l’allarme lanciato dai vari report sui vaccini che segnalano sempre più un calo della copertura che ormai si sta verificando da alcuni anni.

Nuovi documenti disponibili rivelano che nell’Emilia Romagna, per la prima volta, le coperture dei vaccini “obbligatori” quali antipolio, antidifterite, antitetanica, antiepatite B, per i bambini di 2 anni, sono calati al di sotto del 95%. Una soglia non simbolica ma che comunque rappresenta una soglia di sicurezza in quanto alcuni virus e batteri ricominciano a circolare e proliferare. Questo sta a significare che se persone malate venissero in contatto con bambini molto piccoli o fragili li potrebbero contagiare.

Dunque, al fine di evitare la diffusione di patologie legate all’infezione virale e batterica dei più piccoli, è già pronta una nuova legge regionale per i servizi per la prima infanzia che introduce il principio che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva annunciato di voler estendere a tutte le scuole e cioè, l’obbligo di possedere un libretto delle vaccinazioni in regola per chi si iscrive alla scuola materna.

Il nuovo provvedimento regionale sarà dunque discusso con la comunità scientifica e con i sindaci. Sergio Venturi, già coordinatore degli assessori alla sanità (i quali credono al welfare e alla sanità), ci spiega: “Il principio è che quando si entra in una comunità con un figlio così piccolo vanno tutelati tutti anche quelli che non possono essere vaccinati perché troppo piccoli o con basse difese immunitarie”.

L’assessore emiliano al welfare Elisabetta Gualmini ci spiega che questa è una forma di educazione, in quanto: “Si sta diffondendo la tendenza, tra l’altro tra persone di istruzione medio alta a non vaccinare i propri figli e questo comincia ad avere effetti negativi sulle comunità dei bambini. Noi vogliamo affermare un principio di tutela“.

I genitori, preoccupati per la salute dei loro piccoli, sono divisi su due fronti. Ai genitori anti-vaccino, preoccupati anche per i possibili effetti collaterali ed idiosincratici (ovvero particolare, eccessiva e/o violenta reazione quando il nostro organismo entra in contatto con certe sostanze, sia solide, liquide o gassose anche se non dannose), si contrappongono i genitori pro-vaccino, come Alice Pignatti, una mamma di Cesena, che ha dato inizio circa qualche mese fa ad una sottoscrizione online per chiedere vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola, giunta ora a 33mila firme, che inoltre afferma: “La scelta di non vaccinare si può fare ma quando si entra in comunità viene prima la tutela di tutti”,

L’intenzione di questa nuova legge è proprio di partire dai vaccini “obbligatori” per l’iscrizione al nido, anche se la discussione sulle profilassi che devono rientrare in questo elenco è ancora aperta al ministero (attualmente il piano nazionale vaccini è al ministero dell’Economia, ma il ministro Lorenzin ha assicurato: “I soldi ci sono”).

La “guerra” di posizione a favore o contro la somministrazione “obbligatoria” dei vaccini divide i genitori. Il rischio di incorrere in effetti collaterali dovuti alla somministrazione di un dato farmaco contrasta la probabilità di propagazione di infezioni virali e batteriche, che nel caso di bambini piccoli e fragili può rappresentare un rischio molto grave.

Umberto Celardo

NESSUN COMMENTO