La Casa del Bambino, sport e integrazione

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La casa del Bambino
La casa del Bambino

Integrazione delle minoranze, sono circa 10 anni che  “La Casa del Bambino” lavora in questo senso.

Si tratta di un’associazione composta da piccoli promotori che si sono posti delle domande e in maniera partecipata, hanno iniziato ad abbozzare le risposte per far fronte al profondo degrado della zona di Destra Volturno.

La Casa del Bambino è diventata un centro educativo territoriale capace di incidere sui problemi del territorio e  ha realizzato una didattica nuova, attraverso la comunità di educatori-educandi. Tra gli obiettivi:

  1. Tutelare l’educazione e la formazione dei minori del territorio, proponendo approcci educativi alternativi alla didattica scolastica tradizionale, finalizzati a rispondere in maniera più appropriata ai bisogni dei bambini/ragazzi, che vengono anche istruiti.questo è art attack
  2. Favorire la relazione fra i minori autoctoni e migranti. casa del bambino
  3. Favorire la partecipazione attiva dei genitori nel percorso di crescita dei propri figli.
  4. Rendere la cittadinanza cosciente e protagonista dei percorsi interculturali che si realizzano sul territorio attraverso la promozione della Casa del Bambino come centro educativo territoriale e laboratorio di comunità e di cittadinanza attiva.

Largo spazio è dedicato allo sport, nello specifico, il “progetto sport” nasce durante un pomeriggio di fine inverno. Alcuni ragazzi del quartiere che non frequentavano ancora il centro, si sono avvicinati ad esso in maniera timorosa e per certi aspetti aggressiva. Gli attivisti della Casa del bambino hanno dunque pensato di usare il calcio affinché si unissero intorno a un progetto comune. L’appuntamento è previsto ogni venerdì. Il primo risultato portato a casa, è stato la partecipazione al torneo Mediterraneo Antirazzista, organizzato a Scampia il 13 maggio. La squadra Black&White, formata da ragazzi dai 13 ai 17 anni italiani, nigeriani, iraniani, rumeni, ha disputato 13 partite, vincendole quasi tutte, e andando in finale, per perdere solo ai rigori, quindi classificandosi seconda. Il progetto non ha valore solo sportivo, anzi,  prova a coinvolgere i ragazzi in svariate attività, affinché questi giovani in difficoltà siano sempre impegnati e non imbocchino la via dell’illegalità.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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