22 famiglie senza casa a Ponticelli

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22 famiglie

Napoli – Siamo nella periferia Est della città Partenopea, precisamente a Ponticelli. Nell’area del mercato niente più bancarelle e venditori urlanti, ma 22 famiglie senza casa che occupano il luogo. “È diventato un insieme di case occupate dai senza tetto”, ha denunciato Elena Coccia, vicesindaco di Napoli.

L’emergenza abitativa e la non assicurazione del diritto alla casa per i cittadini è ormai una situazione dilagante, che risulta la punta dell’iceberg di una povertà che investe sempre più italiani (ormai 1 su 5 e 1 su 3 nel Mezzogiorno). Solo a Napoli sono ormai 2.000 le persone che vivono senza fissa dimora; tra questi napoletani, italiani, stranieri, uomini e donne di qualsiasi età.

Per fortuna sono numerosi i movimenti e le associazioni indipendenti che si muovono sul territorio per fornire assistenza e beni primari ai senza tetto (cibo, acqua e vestiario), da Napoli Insieme a Volontari della Notte per poi continuare con i centri occupati che, partendo dalla necessità di un mutuo soccorso, partecipano alla raccolta e distribuzione di questi (tra questi l’ExOpg, lo Scugnizzo Liberato, Santa Fede Liberata, l’ex Asilo Filangieri); numerose sono le iniziative e ormai anche gli edifici occupati e restituiti alla comunità portate avanti da Magnammece o’ Pesone, il movimento per il diritto all’abitare. Ma, nonostante gli sforzi e la buona volontà, non è ancora abbastanza per sopperire alla mancanza dello Stato, che non riesce a fronteggiare l’emergenza.

Affitti troppo cari, bollette, il sostentamento della famiglia, il tutto con redditi minimi o inesistenti hanno trascinato per strada anche le 22 famiglie che oggi occupano l’area del mercato di Ponticelli. 22 famiglie di origine partenopea, alcune troppo numerose da riuscire a mantenersi senza un aiuto (come il caso della signora con ben 20 figli), altre di cui l’unico capofamiglia sono ragazze madri, altre ancora con storie di perdita di lavoro alle spalle.

La richiesta delle famiglie è che vengano rispettati i loro diritti all’abitare e all’accesso ai servizi essenziali, che lo Stato, quindi, si muova facendoli entrare nella piena legalità. “Vogliamo pagare l’acqua e la luce e, invece lo Stato si ricorda di noi solo quando ci deve mandare l’avviso di garanzia per l’occupazione e gli avvocati ci trovano quando ci devono mandare la parcella per averci difeso d’ufficio. Non si ricordano mai di noi per i servizi essenziali”, accusano gli occupanti.

Al fianco di questi si schierano due candidati nella lista ‘Napoli in Comune a Sinistra’, Elena Coccia, vicesindaco della città di Napoli e Fabrizio Quintaluce. “La loro richiesta mi sembra assolutamente giusta”, ha affermato la Coccia dopo essere andata sul luogo a parlare con le famiglie e visionare la situazione.

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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