Bayer: maxi offerta per l’acquisto di Monsanto

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Il gruppo chimico farmaceutico tedesco Bayer ha confermato di aver avviato dei colloqui con la multinazionale statunitense dell’agrochimica Monsanto Company per una possibile fusione.

I contatti sono stati confermati da entrambe le aziende: nel caso la trattativa andasse in porto nascerebbe un colosso con un fatturato di circa 67 miliardi di dollari.

I vertici di Bayer hanno recentemente incontrato i responsabili di Monsanto per discutere in privato di una possibile acquisizione. La combinazione proposta rafforzerebbe Bayer con posizioni di leadership nei settori del core business e farebbe nascere un gruppo leader nel business agroalimentare” si legge in una nota diffusa dalla Bayer.

Dal canto suo, in un breve comunicato in cui non ha rivelato alcun dettaglio, la Monsanto ha reso noto di aver ricevuto un’offerta di acquisizione ”non vincolante e non richiesta” e ha spiegato che il consiglio d’amministrazione e i suoi consulenti finanziari stanno esaminando la proposta.

Da giorni circolavano rumors sul progetto di Bayer, un’operazione che creerebbe il maggior produttore di sementi al mondo e prodotti chimici per l’industria agricola (antibiotici, semi di culture geneticamente modificati e pesticidi). Secondo l’agenzia Reuters si tratterebbe di un deal maggiore rispetto a quello di febbraio in cui ChemChina acquisì Syngenta per 43 miliardi di dollari.

Attualmente la Monsanto ha un fatturato di circa 14 miliardi di dollari e detiene la leadership per la produzione di sementi transgeniche e tradizionali. Ancora più alti i numeri dell’aspirante acquirente: l’anno scorso Bayer poteva vantare un giro d’affari per 46 miliardi di dollari e utili per 4,1 miliardi.

Eppure i mercati non hanno reagito bene: le azioni del gruppo di Leverkusen segnano la peggiore performance del listino tedesco e di Piazza affari. La conferma del tentativo d’acquisto penalizza il titolo Bayer in netto ribasso alla Borsa di Francoforte (-6,55%). Gli analisti temono che l’acquisizione sia troppo onerosa e ciò andrebbe a pesare sul rating sul credito. Inoltre, l’operazione sposterebbe il focus del colosso tedesco sul settore agricolo. Le conseguenze, quindi, sono ancora da valutare.

Vincenzo Nicoletti

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