Grillo: “Napoli è una riserva indiana, una non città-città”

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Il leader dei 5 Stelle, Beppe Grillo attacca Napoli: “È una riserva indiana, una non città – città”

“È una riserva indiana”, l’attacco di Beppe Grillo a Napoli inizia così.
Due giorni fa il leader del Movimento 5 Stelle si trovava in città per portare in scena al Teatro Augusteo il suo ultimo spettacolo, ‘Grillo Vs Grillo’. In origine la data stabilita era il 12 aprile scorso, ma Grillo si trovò costretto ad annullarla causa la morte di Gianroberto Casaleggio, braccio destro del comico politicante.

All’indomani dello spettacolo però, forse rammaricato dal mancato sold-out, il pentastellato Grillo fa delle dichiarazioni sulla città che si collocano a metà strada tra l’ironico e lo sgradevole: “Napoli è una riserva indiana, una non città-città. Qui la camorra è diventata folclore, una Cinecittà. Portano i turisti a vedere dove è avvenuto il delitto che è stato rappresentato in una serie tv”.

E continua: “Qui il traffico è come internet, ha dei flussi. Si sono spenti i semafori per una settimana; non se ne è accorto nessuno ma è l’unico modo perché il flusso possa andare. Per gestire la città ci sono intelligenze e fantasia. Tutti i grandi tecnici, artisti che conosco hanno DNA del Sud”.

Poi, in riferimento alle elezioni amministrative del 5 giugno prossimo, dichiara: “Abbiamo un nostro candidato che è straordinario, un ingegnere ambientale, bravissimo. Sarebbe un segnale straordinario per Napoli votare un Brambilla, tifoso della Juve. È un’ottima persona. Vogliamo capire se la gente è pronta a fare un cambiamento”.
E parla anche di un possibile ballottaggio: “Io credo che ci arriveremo; de Magistris è uno tranquillo, non deve avere paura dei grillini”.

Adesso bisognerebbe solo far capire a Grillo che convincere un napoletano a votare un Brambilla di Monza che tifa Juve non è cosa da poco, anzi è un’impresa abbastanza ardua. Volendo fare un riferimento cinematografico, il professor Bellavista definirebbe il tutto come il possibile incontro tra stoici ed epicurei e noi si sa, siamo epicurei, “… ci accontentiamo di poco, purché questo poco ci venga dato al più presto possibile!”

Flora Visone

 

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.

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