HIV: la coppia non è un luogo sicuro

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Qual è la stringa che unisce una delle patologie più conosciute e temute della storia, l’HIV, e questioni strettamente sociali, quali le dinamiche di coppia?

E’ una stringa estremamente complessa, al contrario di quello che possiamo pensare, fatta di tanti elementi distinti di cui certamente il virus HIV è il tassello fondamentale. E non potrebbe essere altrimenti.

Ma allo stesso tempo è un complicato groviglio di luoghi comuni e tabù difficili da districare e in grado di rendere l’HIV ancora oggi un minaccia, ben lontana dall’essere debellata nonostante i continui progressi della medicina.

Innanzitutto le modalità di contagio. Sembra la cosa più semplice del mondo ma non lo è per niente, perché il sesso è complicato e composto da mille sfumature, alcune delle quali a rischio e altre no. Sfumature che tutti conoscono (e generalmente praticano) ma di cui pochi sono disposti a parlare.

Allora succede che il ”trasgressivo” diventa un luogo ombreggiato che piano piano si trasforma in tabù e strada facendo finisce che i luoghi comuni o la cattiva informazione diventano la chiave di lettura ufficiale, mettendo a rischio soprattutto quelli che si sentono più sicuri.

In secondo luogo quel ”tempio dell’amore” che è la coppia. Il luogo sicuro per antonomasia che nella vita reale, ben diversa da quella dei film, sicuro non lo è per niente. Eh sì perché, nonostante le statistiche siano tutt’altro che omogenee, il ”tempio” di cui sopra fa acqua da tutte le parti rivelando che l’infedeltà la si può trovare ad occhio e croce nel 50% delle coppie, spianando la strada all’HIV, per ovvi motivi.

HIV-AIDS

Chiaramente a tutto ciò va aggiunto il dato rilevante della lunga latenza dell’HIV, che fa sì che gran parte dei sieropositivi siano ignari di esserlo, almeno fino a quando non sviluppano la sindrome da AIDS.

Ma i progressi della scienza di cui si parlava come si insinuano in questo quadro? In maniera abbastanza scontata in realtà, mettendo insieme due variabili. La prima che con l’introduzione delle terapie antiretrovirali, intorno alla seconda metà degli anni ’90, l’infezione da HIV può essere praticamente cronicizzata permettendo al paziente di vivere una vita pressoché normale. La seconda che la sincerità non è proprio il nostro forte. E così il gioco è fatto no?

Mettendo insieme il tutto appare cristallino che quella stringa è in realtà un legame indissolubile. Un legame basato sulla caratteristica principale dell’essere umano, che è quella di ponderare le proprie scelte in base alla propria conoscenza.

Allora la battaglia contro l’HIV non riguarda più soltanto la medicina e la ricerca, ma è qualcosa di molto più ampio che non tollera tabù, oscurantismo e falsi miti.

E’ una battaglia che possiamo vincere solo se cresciamo dal punto di vista sociale e personale, se smettiamo di vergognarci e nasconderci. Se affianchiamo la scienza lungo questa strada perché contro l’HIV, da sola, non ce la fa.

Mauro Presciutti

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