Porto di Napoli, Delrio promette la svolta

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Sembra arrivata l’attesa svolta per il Porto di Napoli. A confermarlo è stato il Ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, che ha annunciato alcune importanti novità a margine della riunione del Comitato portuale, cui ha partecipato mercoledì.

I nodi erano i soliti: nomina di una nuova governance e in particolare del nuovo presidente dell’Autorità Portuale, che sostituisca la figura del commissario imposta allo scalo napoletano ormai da quasi quattro anni; approvazione del bilancio consuntivo e programmazione degli investimenti per il 2016; rispondere in maniera convincente e rassicurante alle istanze dei lavoratori portuali da mesi in agitazione. La presenza di Delrio sembra aver sbloccato lo stallo in cui l’organo si trovava dai primi di maggio.

La questione della nomina del Presidente dell’Autorità è da mesi in primo piano. Delrio si è sbilanciato nell’assicurare che l’attesa è quasi terminata e la designazione potrebbe effettivamente arrivare entro l’estate. Più in generale, ha affermato il Ministro, <<di qua a due mesi (…) accadranno grandi cose. La riforma è in fase di definizione e credo che le Camere, di qua a 30-40 giorni, potranno esprimere il loro parere, dopodiché sarà realtà>>. Delrio si riferisce all’iter che il Parlamento sta sostenendo per riformare la materia portuale italiana, regolata finora dall’ormai inadeguata legge 84/94: i tempi tecnici dell’approvazione dei decreti necessari sembrano essere stati rispettati. La modifica della disciplina è ritenuta strategica dal Governo, non solo per Napoli: come ha affermato il Ministro, <<i porti sono centrali per l’economia del Paese; il rilancio del Sistema mare è una priorità assoluta>>. Rilancio attuato attraverso la riscrittura e la semplificazione delle procedure per attivare le opere necessarie agli scali, pur assicurano la massima trasparenza nella spesa di fondi nazionali, regionali e soprattutto europei.

Proprio quello finanziario è stato un altro capitolo al centro della visita di Delrio. Come accennato, la riunione di inizio maggio del Comitato si era conclusa con un nulla di fatto proprio per i dissensi circa l’approvazione del consuntivo 2015 e della spesa per il 2016: era stata decisiva in negativo la polemica sui crediti non riscossi dall’Autorità e non ancora esigibili, da ripianare con risorse proprie e ovviamente a rischio fondo perduto. Il Ministro deve aver sciolto le ultime riserve, se sulla definitiva approvazione è stata apparentemente cancellata ogni esitazione. È possibile apprezzare alcuni dati: il 2015 si è concluso in attivo di 3 milioni e 486 mila euro, con un consistenze avanzo di cassa (164 milioni e 992 mila euro) e un contenuto disavanzo finanziario (787 mila euro). Sulla base di questi risultati positivi, è stato possibile programmare investimenti per circa 30 milioni nel 2016, da destinare alle infrastrutture immediatamente necessarie (strade, fognature, collegamenti). Il “Grande Progetto Porto di Napoli” può così proseguire, con la Regione Campania impegnata in prima linea con circa 150 milioni di fondi, per ora anticipati da Palazzo Santa Lucia, ma in attesa di formale assegnazione da parte dell’UE; tutto ciò nonostante queste risorse non fossero state spese dall’Autorità durante lo scorso esercizio e fossero dunque tornate a Bruxelles. La Regione starebbe pertanto riuscendo a farsele restituire, inserendole nel quadro di investimenti dell’agenda 2014-20.

Sembrano quindi schiudersi prospettive ottimistiche anche per i lavoratori del Porto, da mesi sul piede di guerra a causa dell’immobilismo cui sembrava destinato lo scalo. La protesta nei confronti del Governo, con l’esposizione di striscioni contro il commissariamento ormai quadriennale, sembra aver sortito gli effetti sperati viste le assicurazioni date da Delrio sul fronte della nomina del Presidente. I lavoratori hanno chiesto tempi precisi e di mantenere le promesse: Delrio si è impegnato ad assicurare tempestività ed efficacia.

Alle posizioni dei lavoratori si è associato il sindaco di Napoli De Magistris che, avendo partecipato alle battute conclusive della riunione del Comitato, ha poi rilasciato alcune dichiarazioni: <<Basta commissari – ha intimato – sono quattro anni che non si nomina un presidente dell’Autorità Portuale e si va avanti coi commissari>>. Ribadendo che <<sul porto il Comune c’è sempre stato, le latitanze sono state di altri>>, ha rivendicato il buon operato dell’Amministrazione in questo campo, <<sul piano urbanistico, turistico e della vicinanza ai lavoratori>>. De Magistris ha infine assicurato che almeno col Ministro Delrio c’è un <<rapporto istituzionalmente corretto>>: è questa nuova concordia a far ben sperare per la sorte del Porto.

Ludovico Maremonti

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Nato a Napoli 27 anni fa, ho conseguito la maturità classica nello storico Liceo "Sannazaro", quindi la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". I miei interessi principali sono la geopolitica e il diritto internazionale, ma non dimentico di guardare anche ai problemi (e ai pregi) della mia terra.

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