Procida, l’ospedale prevede la chiusura

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Procida
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Massimo Troisi diceva: “Quando c’è l’amore c’è tutto”. “No ti sbagli, chella è ‘a salute”.

Procida. Illo tempore, in seguito alle numerose sollecitazioni da parte degli abitanti dell’isola, venne istituito un Pronto Soccorso Attivo di tipo A, ossia per le urgenze e l’emergenza; esso era legato all’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Ad oggi prevede la chiusura.

Il Pronto Soccorso dell’isola di Procida garantiva la presenza di un anestesista, un chirurgo, un internista e un ginecologo ma l’ASL Na2, a causa dei tagli, ridusse tali presenze. Il pronto soccorso attivo di Procida si trasforma, dunque, in un Punto di Primo intervento dove vi sono solo infermieri e medici di base, assenti gli specialisti e i nove posti letto che esistevano con la precedente formula.

“Il nuovo Piano Ospedaliero prevede una deroga per il Pronto Soccorso nelle isole – dichiara il sindaco di Procida, Dino Ambrosino –  Tale deroga è stata correttamente applicata per Ischia e Capri. Chiediamo al Ministro della Salute di riparare all’errore e di includere Procida tra i Presidi Ospedalieri della Campania.

L’Isola di Procida chiede la conferma del Pronto Soccorso attivo e non accetta alcun tipo di riduzione, stanca ormai di subire i continui soprusi. La popolazione è in fermento, unita per un’unica battaglia: il diritto alla salute. Stamane un gruppo folto di manifestanti , infatti, ha occupato il portellone di un traghetto in transito e la passerella di un aliscafo Caremar. E’ nato un comitato ad hoc per la difesa dell’ospedale che ha inviato lettere di sollecito anche al Presidente della Repubblica, Mattarella.

L’articolo 32 della Costituzione recita: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

E’ impensabile che un’intera comunità debba essere privata di un punto ospedaliero. Quando gli interessi economici sono diventati più importanti di una vita umana?

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