Calcioscommesse, le mani della camorra su due gare di B

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L’estate si avvicina, il solito scandalo calcioscommesse affiora sui banchi dei tribunali italiani. Con la Serie A in vacanza da una settimana e Serie B e Lega Pro alle battute finali un nuovo scossone scuote il calcio italiano. In un blitz all’alba della giornata di ieri effettuato a Napoli dai Carabinieri sono state arrestate dieci persone appartenenti al gruppo camorristico “Vanella-Grassi” di Secondigliano a seguito delle indagini condotte dalla DDA di Napoli riguardo l’alterazione dei risultati di due partite di Serie B.

Le gare sotto accusa sono Avellino-Reggina 3-0 e Modena-Avellino 1-0 della stagione 2013-14. Tra gli indagati figurano anche l’ex calciatore Luca Pini, l’ex centrocampista dell’Avellino Francesco Millesi (oggi in forza all’Acireale) e il difensore del Genoa, Armando Izzo. Nei riguardi dei tre si ipotizza il reato di partecipazione esterna ad associazione mafiosa.

calcioscommesseIZZO – Proprio l’esterno napoletano è il nome che salta all’occhio dato che è stato fra i convocati del ct Antonio Conte che hanno svolto la scorsa settimana lo stage di preparazione agli Europei che si disputeranno a breve in Francia. Il difensore di proprietà del Genoa è nato e cresciuto a Scampia, dove nonostante un’infanzia non propriamente facile è riuscito a fare una discreta carriera che lo ha portato ad essere uno degli elementi cardini dello scacchiere di Gasperini. Diventato uno dei calciatori più richiesti del club rossoblu, Izzo dovrà al più presto chiarire la propria posizione dinanzi agli inquirenti affinché non possa macchiare, o addirittura compromettere, la propria carriera.

CAMORRA –  Le scommesse sportive sono una vera e propria calamita per le attività illecite delle organizzazioni criminali. Fra le più attive è senz’altro la Camorra che è stata spesso al centro dei filoni d’indagini riguardanti il calcioscommesse scoppiati in Italia negli ultimi anni. Anche questa volta ingenti somme di denaro sarebbero state scommesse. Secondo gli inquirenti circa 800.000 euro sarebbero stati puntati sui due match da Antonio ed Umberto Accurso, ritenuti esponenti proprio del clan “Vanella-Grassi”, per un guadagno che si sarebbe aggirato sui 200.000 euro. Secondo l’accusa, peraltro, ad agire da intermediario sarebbe stato Pini, il quale avrebbe promesso e consegnato denaro a Millesi per convincere anche altri calciatori per alterare i risultati delle gare in questione.

REAZIONI – Non si è fatta attendere la condanna del Presidente della Lega Serie B Andrea Abodi: “Ancora una volta, nonostante il costante, profondo e totale impegno della Lega e delle altre Istituzioni sportive sul versante dell’integrità e del rispetto, emerge l’ennesimo attentato della criminalità organizzata nei confronti del calcioInoltre il procuratore della FIGC, Stefano Palazzi, ha deciso di aprire un’inchiesta della giustizia sportiva, vista l’indagine nei confronti dei calciatori.

Tuttavia non sembra che al momento questa inchiesta sia in qualche modo correlata agli altri filoni che dal 2011 stanno dilaniando la già poca credibilità del calcio italiano. Da quando a seguito delle indagini condotte dalla procura di Cremona nell’ambito dell’inchiesta Last Bet portò a numerosi provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di parecchi tesserati e che nel corso degli anni ha visto il coinvolgimento di personaggi del calibro di Cristiano Doni, Giuseppe Signori, il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’attuale tecnico della nazionale italiana Antonio Conte.

Ivan D’Ercole

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Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, amo la storia e nutro un profondo interesse per la politica e la geopolitica. Lo Sport è la mia passione, il Calcio la mia vita, conoscere e raccontare le sue storie più belle il mio obiettivo.

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