Marco Esposito, la scuola per combattere la criminalità

1
1555
marco esposito
marco esposito

Siamo sempre più vicini al 5 Giugno, data in cui si terranno le elezioni comunali a Napoli. L’attuale Sindaco De Magistris risulta in testa. A suo sostegno 11 liste tra cui Napoli In comune, abbiamo intervistato Marco Esposito.

Marco Esposito, Luigi De Magistris si candida per la seconda volta a sindaco. Lei pensa che durante il suo primo mandato sia riuscito a migliorare le condizioni della città di Napoli? 

Io credo che il bilancio del primo mandato sia senz’altro positivo. Bisogna ricordare da dove si è partiti cinque anni fa: emergenza rifiuti, bilancio comunale in pre-dissesto, una città attraversata da sconforto e rabbia verso l’amministrazione uscente. C’era prima di tutto da ricucire un rapporto di fiducia fra i cittadini e gli amministratori. Certo, all’inizio, si è scontato un po’ d’inesperienza, del tutto comprensibile in una fase di rinnovamento politico e amministrativo così radicale. Ma molto è stato fatto, almeno per fronteggiare e avviare a soluzione le emergenze di allora. Resta ancora tanto da fare; però è stato tracciato un solco importante, una direzione da continuare a seguire con coraggio e passione. Anzi, ora che le finanze del Comune consentono un po’ più di agio, penso che una seconda sindacatura di De Magistris sia un’opportunità per pensare a un progetto complessivo di Città e cercare di realizzarlo. Occorrono idee, competenze ed impegno comuni; occorre il coinvolgimento di municipalità, assemblee cittadine, associazioni, istituzioni culturali. E il sindaco sicuramente avrà ancora più bisogno di una Giunta qualificata e di un Consiglio attivo, propositivo, critico, se necessario, insomma, all’altezza dei compiti, delle sfide e soprattutto delle scelte che abbiamo davanti.

In qualità di candidato, in caso di vittoria, quale sarà il programma che offrirà ai cittadini?

Napoli è una città complessa, in un momento storico e politico complesso. Di fronte a questa complessità, mi adopererei perché venissero sempre cercate e date risposte di Sinistra ai bisogni e alle urgenze dei cittadini, cioè risposte ispirate alla solidarietà, alla giustizia sociale, alla tolleranza, alla partecipazione democratica.

Se dovessi però indicare una priorità, ritengo che bisognerà lavorare perché non vi siano più due città, centro e periferia; anzi che non vi siano più tre, quattro città, il centro e i quartieri residenziali, da una parte, i quartieri popolari, dall’altra.

In concreto, questo passa necessariamente attraverso le scuole, il patrimonio artistico e gli spazi verdi. In ogni quartiere, anzitutto in quelli popolari, ma non solo, si dovranno aiutare le scuole a diventare “presidi” di solidarietà che, insieme con associazioni di volontariato, cooperative, gruppi attivi nel sociale, conoscano le reali esigenze della collettività e cerchino di soddisfarle. Ci sono poi importantissime emergenze archeologiche, artistiche e monumentali che meritano di essere valorizzate e, in molti casi, di essere sottratte all’incuria e all’abbandono, per restituirle anzitutto agli abitanti del quartiere e coinvolgerli nella cura e nella tutela. Immaginarsi questo significa però anche dare sempre maggiore attenzione al verde pubblico, agli spazi di sana socializzazione per i giovani, gli anziani, i disabili, gli emarginati.

Camorra, come la scuola. Può aiutare il problema dei baby boss?

Su questo problema bisogna intendersi. Se per baby boss intendiamo i capi clan camorristici o gli spietati killer pluriomicidi di giovane età, si tratta di giovani fra i venti e i trenta anni già con una storia criminale. Qui ovviamente la scuola non può più nulla.

Molto invece può fare la scuola prima che inizi la loro attività criminale. Occorrerebbe una seria politica di investimenti, per ammodernare l’edilizia scolastica, potenziare le strutture, formare i docenti, in modo da offrire, al mattino in classe, un servizio scolastico pubblico di qualità soprattutto nei quartieri degradati o disagiati. Ma questo riguarda le scelte del governo nazionale, che a quanto pare ha preferito la retorica della “buona scuola” alla scuola che garantisce l’effettivo diritto all’istruzione per tutti.

Detto ciò, ribadisco che la prossima amministrazione comunale di Napoli deve assumersi l’impegno di essere vicina alle scuole, ascoltarne i bisogni, sostenerle nelle tante urgenze ed emergenze, e nell’opera di supplenza sociale che esse spesso quotidianamente svolgono. E accanto alle scuole, dialogare e collaborare costantemente con quelle associazioni di volontariato che, da anni e con fatica spesso titanica, pongono almeno un argine al degrado, alla devianza e all’analfabetismo giovanile, che altrimenti avrebbe fatto registrare numeri ben più alti.

Certo, una realtà come Napoli, che vive il problema dell’elevata criminalità minorile, rischia di subire pesanti contraccolpi dalla scelta del governo di chiudere i Tribunali per i minorenni e creare sezioni specializzate all’interno dei Tribunali ordinari. Non si può solo discutere se e come abbassare la soglia d’età della punibilità, e allo stesso tempo decidere di chiudere i Tribunali per i minorenni, che da sempre sono istituzioni dove diverse e specifiche professionalità (magistrati, avvocati, psicologi, assistenti sociali, docenti) collaborano per il recupero e il reinserimento di ragazzi dalle vite segnate.

Maria Baldares 

CONDIVIDI
Articolo precedenteIn sciopero Trenitalia e Italo
Articolo successivoDemocrazia interna e finanziamenti ai partiti: ecco cosa prevede la nuova riforma
Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

1 COMMENTO

Comments are closed.