Camorra e politica? Storia vecchia ormai!

Un vantaggioso binomio che continua a convivere da un paio di secoli, che ha permesso alla prima di abbandonare i volgari modi violenti e di farsi strada in nuovi ambienti (politici appunto, nazionali ed internazionali, economici e quant’altro), e alla seconda di ingrossare i portafogli già strabordanti di denaro. Un storia vecchia che diventa quasi una triste tradizione del nostro paese e che continua anche oggi nelle Amministrative 2016.

In Campania è spudorata la presenza di nomi strettamente connessi all’ambiente camorristico che si leggono in alcune liste.

A cominciare con la lista Ala, che sostiene la candidata del Pd a sindaco Valeria Valente dove vi sono Vincenzo e Vitale Calone, rispettivamente figlio e nipote del boss Vitale Calone senior. Il Calone, boss dei quartieri Soccavo-Pianura, ha un impegnata carriera criminale alle spalle. Ancora, sempre con Ala, Giuseppe Riganato, cognato di Giuseppe Parisi, detto ‘o Nasone, capo-piazza della camorra affiliato al clan Di Lauro e ammazzato durante la faida di Scampia.

Non c’è da stupirsi, quindi,  se anche nel centrodestra saltano fuori nomi vicini alla camorra. E’ nella lista Prima Napoli con Lettieri candidato a sindaco di Napoli in queste Amministrative, che spunta Domenico Andreozzi. Mimmo è il figlio di Gabriele, detto O’ tartaro, affiliato al clan Nuvoletta, arrestato lo scorso febbraio per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Durante il blitz nella casa a Marano di Gabriele Andreozzi, i carabinieri trovarono 35 panetti di droga, da un chilogrammo ciascuno, provenienti dalla Spagna. Al contrario degli altri candidati, Domenico Andreozzi non è nuovo nel mondo della politica: è stato eletto nel 2011 come consigliere per l’VIII Municipalità, quella di Scampia-Piscinola-Marianella-Chiaiano, per cui si ricandida, ed è anche presidente di una commissione  che si occupa della manutenzione degli immobili comunali nella zona nord di Napoli.

Ma quando scoppia la polemica Mimmo si ritira dalla candidatura e Lettieri si giustifica “Abbiamo avuto modo nei giorni scorsi di approfondire la vicenda del candidato Andreozzi e già questa mattina aveva ritirato la sua candidatura. Legalità, trasparenza e concretezza, come sempre”. Nessun’ombra, quindi, sulla trasparenza della lista Prima Napoli, probabilmente era stata solo una svista.

Dal canto loro i candidati a sindaco tentano di allontanare da sé le polemiche concentrandosi su Luigi De Magistris, il loro rivale in queste Amministrative, e la questione della disoccupazione del fratello Claudio. Ma la manovra sembra non attaccare.

Lucia Ciruzzi