Intervista con Pino Distefano, candidato Napoli in Comune

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Pino Distefano, uomo di sinistra da sempre ha deciso di candidarsi alla II Municipalità per la lista di sinistra Napoli in Comune. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

Come nasce il tuo impegno in politica?

Io nasco in una famiglia di sinistra. Mio padre sessantottino e simpatizzante del PCI. Ho sempre avuto una educazione laica e di sinistra. Sono stato educato al rispetto delle diversità, alla giustizia sociale e della legalità. Il mio impegno vero e proprio nasce al 14 anni con gli amici del mio liceo, un liceo rosso, il G B Vico. Erano gli anni in cui contestavamo la riforma Berlinguer , la guerra in Kossovo e le leggi che precarizzavano, con il pacchetto Treu, il mercato del lavoro. I comunisti erano diventati post comunisti e aprivano la strada la renzismo di oggi. Davvero begli anni. Più tardi arrivò il movimento NO GLOBAL, le lotta alla globalizzazione. Arrivò Genova, pagina nera della democrazia. Erano gli anni in cui dicevamo che un mondo diverso era possibile. Ero giovane, ero avventato all’epoca ed ero molto inesperto. Ma sono sempre più convinto con il passare degli anni che avevo ragione!

I punti caratterizzanti del tuo programma?

Non ho un programma. Mi sono studiato il bilancio della seconda municipalità cui sono candidato. Le municipalità hanno un ridottissimo bilancio ed un ridotto potere decisionale. Ma ho cercato comunque di avere dei contenuti. Non esiste buona politica senza buoni contenuti. Ho lanciato l’hastag #lapoliticadellagentilezza. Propongo, in altri termini, con la mia candidatura, una visone diversa della società, sul piano dei valori, superando l’individualismo competitivo, mettendo al centro le idee di comunità e cooperazione, partendo dal basso, dalla mia municipalità. Mi sono ispirato alla rivoluzione gentile di Jermy Cobin all’interno del Partito Laburista inglese. Bisogna partire da qui. Assolutamente. La crisi politica è una crisi soprattutto sul piano dei valori. La rotta va cambiata sul piano dell’umano. La società cambia quando sempre più uomini tendono a virtù. Ma soprattutto : basta con le offese gratuite e le urla disumane negli studi televisivi che non giovano a perorare nessuna causa. La mia battaglia serve anche a questo: a chiedere con forza moderazione e pacatezza nei toni di chi è chiamato a presiedere le Istituzioni.

Quali risposte deve dare la politica per contrastare la camorra?

Beh la Politica deve mettere al centro il lavoro. La camorra nasce e attecchisce quando il lavoro non c’è. Io poi sono di Sinistra. La sinistra ha nel suo Pantheon figure come Pio la Torre e Peppino Impastato. Però ci tengo a fare, al contempo, una precisazione. Io sono candidato ad essere consigliere municipale. Purtroppo contro la camorra non posso fare nulla. Non ne ho il potere. Sono chiamato ad amministrare un territorio, a migliorare la qualità dei servizi di pulizia e di incentivare iniziative culturali nei quartieri della mia municipalità. Ecco cosa, concretamente, posso fare!

Un De Magistris bis può realmente mettere in crisi Renzi e rappresentare quindi un buon viatico per il futuro della sinistra a livello nazionale?

Questo francamente non lo so. Le previsioni per il futuro non le faccio. Ho una visione concreta della Politica. Non prevedo il futuro ma mi impegno perché il Futuro sia migliore. Io, ci tengo a dirlo, sto nel percorso di Sinistra Italiana. Al Comune infatti sostengo Marcella Torre e Mario Coppeto che sono, a tutti gli effetti, in quel percorso. Penso che il problema oggi non sia la crisi. Ma il problema è che manca una Sinistra larga e diffusa sui territori che aiuti lavoratori, disoccupati e precarie così come le persone che sono in una condizione di marginalità sociale. Questa la sfida del futuro. Se ci sta de Magistris ben venga. E’ una risorsa importante. Ed ha avviato nella nostra città una politica con cui si cerca di far fronte all’Austerity ed alle politiche neoliberiste europee molto serie. Ma, al contempo, penso che Renzi lo mettiamo in crisi per la battaglia cui mi impegnerò dopo le elezioni. Quella per il NO al referendum in difesa della nostra Carta Costituzionale. E qui vi lascio con questo appello: non lasciamo che una classe politica fatta di persone che, a mio avviso, non hanno alcuno spessore politico, cambino la nostra bella Costituzione

Pasquale De Laurentis
p.delaurentis@liberopensiero.eu

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

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