Lo Squalo Rosa o semplicemente Re Nibali

Vincenzo Nibali vince la novantanovesima edizione del Giro d'Italia. Dopo un brutto avvio, vince un giro che sembrava vederlo uscire sconfitto

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Nibali
Nibali

L’unico monte che gli resta da scalare in sella alla sua bici è l’Olimpo. Da ieri Vincenzo Nibali è stato inserito nella grande famiglia degli dei del ciclismo. “Monsieur Nibalì” è diventato (anzi ritornato) il “Re del Giro d’Italia”, il Re del ciclismo, riprendendo il giro come l’aveva terminato, vincendolo.

Epica – La salita è metafora di sacrificio, impegno, sofferenza. Niente è facile se fatto in salita. Salire vuol dire opporsi alla gravità, sfidare tutto e tutti per raggiungere la meta prefissata. La salita è stata l’arma vincente di Vincenzo Nibali un paio di anni fa che più che renderlo Re di Francia, l’ha reso Re del Mondo. La salita è stata la sua arma vincente anche nel Giro più difficile ed emozionante degli ultimi 20 anni. Come  un eroe Omerico, come il Pelide Achille  sembrava ritirarsi, gettar la spugna ma, mosso nell’orgoglio, nel momento più difficile,  questa guerra l’ha vinta contro l’Ettore colombiano, Esteban Chaves .I primi ad accoglierlo? I genitori dello stesso rivale che commossi dall’impresa storica del siciliano gli hanno gridato in spagnolo : “Te lo miereces “ (Te lo meriti!). E chi se non lui?

La Rimonta – Lui, Vincenzo Nibali, che soltanto 48 ore fa era dato per fallito, per perdente. La cronoscalata di Alpe de Siusi era andata male, Kruijswijk e Valverde nella tappa di Andalo gli avevano dato filo da torcere distanziandolo di  4’43’’ , tanto,  troppo per un umano. Sono iniziate a circolare voci fastidiose sul suo conto: “ Preparazione sbagliata” , “Dubbi sul futuro”, “Giro, Tour e Rio sono troppi obiettivi per un solo uomo“. Nibali tace. Incassa le critiche e comincia a fare quello che sa, cioè corre! Arriva Risoul e da lì la svolta. La maglia rosa, Kruijswijk cade sulla discesa del colle Agnello. Nibali vola, vince e si commuove. Sono  44 i secondi che lo separano dalla nuova maglia rosa Chaves. Ed eccoci qui a Sant’Anna di Vinadio . Nervi tesi. A 4 Km dalla fine Nibali inizia a spingere, dove? Ovviamente in salita! E’ la salita della Lombarda. Nibali recupera i 44’ da Chaves , arriva al Santuario di Sant’ Anna e il Giro anche questa volta è suo. Chaves è distante 1’46’’ giunto al traguardo. Ad attenderlo ora è solo Torino per la passerella finale.

La Passerella- “E’ stata un’emozione bellissima per tutto il percorso, poi entrare qui nel circuito, con tutta quella folla, che dire…eccezionale, non ci sono parole…Sono grandi emozioni”. Ha detto Nibali alla fine della passerella di Torino. Tappa, questa, vinta da Nizzolo. La vittoria è stata negata per  una manovra  scorretta, punita dalla giuria con la squalifica del brianzolo, ed  assegnata a Nikias Ardnt. Nibali sul podio ha poi alzato la mano del compagno di squadra Scarponi in segno di vittoria e di riconoscenza, senza il cui aiuto  la vittoria del giro sarebbe stata molto complicata. Premiati  anche Estebàn Chaves secondo e  Valverde  terzo. Entrambi hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti con il primo fiducioso per il futuro, e il secondo  sul podio dei tre grandi giri : Vuelta, Giro d’ Italia e Tour de France.

Fonte immagine in evidenza: http://www.sportmediaset.mediaset.it/binary/16.$plit/C_29_fotogallery_1014158__ImageGallery__imageGalleryItem_14_image.JPG

Giovanni Ruoppo

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