Inter, la maggioranza del club passa ai cinesi del Suning

0
617
Inter

Questa volta sembra essere fatta. Dopo le tante voci che si sono susseguite negli ultimi mesi riguardo la ricerca di soci da parte di Thohir in Oriente, il controllo dell’Inter sta per essere acquisito da un gruppo cinese: il Suning Commerce Group.

La trattativa che prevedeva l’iniziale acquisizione del 20% delle azioni della società nerazzurra ha avuto un’improvvisa accelerazione negli ultimi giorni dopo la visita a Milano di una delegazione cinese. Il nuovo accordo dovrebbe essere incentrato sull’acquisto del 70% delle azioni da parte della cordata cinese, che valuta l’Inter fra i 600 e i 700 milioni di euro, per 400 milioni, rilevando cosi le quote di Massimo Moratti, che dopo 21 anni abbandonerebbe la società interista, e rilegando a socio di minoranza Erick Thohir, che resterebbe comunque alla presidenza del club. L’affare, dunque, potrebbe concludersi entro la fine del mese anche se il viaggio di una delegazione interista in Cina conferma le indiscrezioni che vorrebbero la chiusura della trattativa già la prossima settimana.

InterChi sono i prossimi proprietari dell’Inter? Il Suning Commerce Group è un’azienda ad azionariato diffuso cinese che opera nel settore della vendita al dettaglio di elettrodomestici e prodotti elettronici. Essa possiede più di 1600 negozi in oltre 700 città fra Cina, Giappone e Hong Kong ed ha alle sue dipendenze più di diecimila persone. La sede è situata a Nanchino mentre alla presidenza del gruppo, fondato nel 1996, c’è Zhang Jindong che secondo Forbes è al 403esimo posto fra gli uomini più ricchi del pianeta. La Suning Commerce Group non è alla prima avventura nel calcio dato che già alla fine del 2015 ha acquistato per 73 milioni di euro il club cinese dello Jiangsu, investendo inoltre nella sessione di calciomercato più di 100 milioni e portando in Asia campioni del calibro di Alex Teixeira e Ramires, che negli ultimi giorni sono stati proprio accostati ai nerazzurri. La squadra attualmente occupa la terza posizione nella Chinese Super League, distante sei punti dalla prima in classifica, il Guangzhou.

MERCATO – Con l’arrivo dei prossimi soci nuovi scenari si aprono sul fronte calciomercato per l’Inter. Dalle possibili cessioni eccellenti come condizione necessaria per effettuare mercato senza gravare sul bilancio, i soldi che arriveranno dalla Cina potrebbero non solo trattenere i prezzi pregiati (Murillo, Brozovic, Icardi) ma aiuterebbero la squadra a rafforzarsi. Bisogna comunque dire che la nuova proprietà dell’Inter dovrà comunque fare i conti con il Fair Play Finanziario imposto dalla UEFA, quindi per ora i nomi che circolano sono sempre quelli dei vari Candreva, Bruma e l’attaccante del Napoli Manolo Gabbiadini. Sembra dunque prematuro dare vita alle trattative per Alex Vidal del Barcellona o Yayà Tourè del Manchester City. Senza dimenticare il sogno (impossibile) dei tifosi, Zlatan Ibrahimovic.

IN EUROPAL’impatto che ha avuto la Cina nel ‘pallone’ è stato notevole tanto da spostare gli equilibri del calcio mondiale un po’ più a Est. Soprattutto nell’ultima finestra di mercato dove i club cinesi hanno speso centinaia di milioni per portare nel propria lega campioni dall’Europa e dal Sud America. Ora sembra che investire nel proprio campionato non basti più, ma ora i gruppi cinesi vogliono allargare i propri investimenti direttamente nel vecchio continente. L’Inter, pertanto, non sarà il solo club europeo ad avere soci cinesi, infatti una delle due finaliste dell’ultima Champions League, disputata proprio a Milano, l’Atletico Madrid ha ceduto più di un anno fa il 20% delle proprie quote al Wanda Group, che detiene anche la maggioranza di Infront, la società svizzera che gestisce i diritti di marketing e mediatici di molti eventi sportivi e federazioni internazionali. Anche il Manchester City degli sceicchi ha ceduto una parte delle sue quote, il 13%, a gruppi cinesi, la China Media Capital e Citic Capital. Nelle ultime settimane inoltre presidenti italiani sono stati al centro di trattative con gruppi cinesi. La famiglia Pozzo ha venduto il Granada al colosso Desports per 37 milioni di euro, mentre il patron del Milan Silvio Berlusconi è da mesi in trattativa per la cessione della società rossonera con colossi cinesi, tra i quali Alibaba e il fondo immobiliare Chine Fortune Land Development.

Ivan D’Ercole

CONDIVIDI
Articolo precedenteEnergie rinnovabili: 2015 anno record
Articolo successivoCaccioppoli: reale cambiamento o semplice retorica politica?
Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, amo la storia e nutro un profondo interesse per la politica e la geopolitica. Lo Sport è la mia passione, il Calcio la mia vita, conoscere e raccontare le sue storie più belle il mio obiettivo.

NESSUN COMMENTO