Il liceo Caccioppoli di Scafati non riesce ad ospitare tutti i suoi studenti, ledendo così l’offerta formativa scolastica. Dopo molte manifestazioni e contestazioni da parte di studenti ed insegnanti, sembrerebbe che una soluzione sia stata trovata: utilizzare l’ex struttura del liceo in via Martiri D’Ungheria. Considerando i tempi medio-lunghi della realizzazione, gli studenti saranno ospitati dalla scuola secondaria di primo grado Tommaso Anardi. Quest’accomodamento è stato promosso dall’ingegnere delegato all’edilizia scolastica Lizio, seguito dalla promessa di un sopralluogo nella struttura, entro i successivi 10 giorni dall’incontro avvenuto il 20 Aprile 2016.

Questa era la situazione in cui versava il liceo Caccioppoli quasi un mese fa. Finalmente, in data 31 Maggio 2016, il promesso sopralluogo è avvenuto, ma nessun responso positivo è stato trovato: «Ancora una volta la politica ci ha deluso perché ha fatto muro e ha messo in primo piano il denaro e  in secondo piano la scuola» – dichiara il rappresentante d’Istituto Manuel Masucci. Infatti, sembrerebbe che nessun lavoro verrà svolto nella struttura in via Martiri D’Ungheria, a causa della mancanza di fondi. 

Insomma, le componenti del Caccioppoli, dopo svariati sforzi e promesse vane, non sono ancora a conoscenza della reale soluzione per ospitare gli iscritti degli anni futuri, ma vengono loro somministrati continui progetti, grazie ai quali poter apparentemente svolgere le attività didattiche in futuro. «Si parla adesso di affittare villa Nunziante, un ex edificio scolastico di stile settecentesco che mostra molte criticità fra cui la distanza dalla sede centrale e la mancanza della garanzia di trasporti per arrivarci» – continua il rappresentante, il quale – disilluso, ormai, dall’atteggiamento temporeggiatore della Provincia – spera ancora di poter “rimanere sorpreso da una politica poco interessata ad invertire rotta.

Si chiede di dar peso alle richieste degli studenti che credono ancora nel potenziale di questo paese, si chiede di ospitarli per apprendere, non per dar luogo a chissà quale attività illecita. Ma per l’ennesima volta, le carte in tavola vengono cambiate, gli studenti delusi e l’istruzione declassata, dimenticando che essa è considerata una delle “formazioni sociali ove si svolge la personalità” (art. 24 Costituzione Italiana).

Elisabetta Lambiase

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