Renzi a Napoli per sostenere la Valente

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Renzi a Napoli per sostenere Valeria Valente. Convention alla Mostra d’Oltremare con De Luca, presenza a sorpresa di Antonio Bassolino.

Non fa sentire la sua mancanza il Premier Matteo Renzi che questa mattina (seppur con un’ora e mezza di ritardo) è arrivato a Napoli per sostenere la candidata sindaco del Partito Democratico, Valeria Valente, durante la convention organizzata alla Mostra d’Oltremare per la chiusura della sua campagna elettorale.

Rumorosa la presenza in sala dell’ex sindaco di Napoli ed ex Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, reduce dalla sconfitta alle primarie napoletane del PD proprio contro la Valente. “Sono qui – spiega Bassolino – perché sono un fondatore del Partito Democratico. Questa è casa mia”. Niente da ridire, la Valente si dice contenta e scende nel parterre a stringergli la mano ma lo fa non prima di aver impugnato il microfono per far sentire la sua voce.

Il suo intervento colpisce un po’ a destra e un po’ a manca. Rimbalza da de Magistris a Lettieri per poi tornare su de Magistris e così via. “Vedete che si riconoscono tra loro de Magistris e Lettieri? Che insieme sono scaduti in toni degradati e volgarità?”, afferma la Valente e continua: “Sono fiera e orgogliosa di aver mantenuto il mio profilo. Tanti mi dicevano: ‘Vale, un po’ più aggressiva, un po’ più slogan, dai!’, ma Napoli meritava un’altra campagna elettorale, non volgarità e urla. Ci ho provato con tutte le mie forze. Noi ci abbiamo provato a sottrarci a questa bagarre ed io ho vinto rispetto al mio essere donna, ho vinto tanti pregiudizi, tanti personalismi. Certo la nostra campagna è stata complicata ma vinceremo”.

Dopo di lei la parola passa all’attuale Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che si sofferma ad elencare cosa di buono ha fatto in sole due settimane, poi encomia la candidata sindaco ed infine si rivolge alla vera star del giorno, Bassolino: “La battaglia elettorale è disperatamente difficile. Ci sono state e ci saranno discussioni tra noi ma questa è la casa di tutti. Adesso bisogna far prevalere il senso dell’unità e della compattezza. Vero Antonio?”
Antonio annuisce e applaude, sembrerebbe pace fatta.

E’ il Presidente del Consiglio, però, a chiudere la convention. Il suo intervento va dritto come un treno che sa già dove deve fermarsi: “Valeria sarà il prossimo sindaco di Napoli!”
Poi riparte: “La cosa più straordinaria che lega Napoli al suo futuro sono le sue immense prospettive, le sue immense bellezze invidiate da tutto il mondo. Napoli ha luoghi che esprimono qualità incredibili, dai grandi valori umani”. Ed incalza: “Se vuoi distruggere la criminalità organizzata va bene tutto, vanno bene anche i film. Ma riduci il peso della criminalità se togli le ecoballe, se rilanci Pompei, se fai politiche oneste con politici onesti. La politica onesta è la politica capace, lo diceva Benedetto Croce”.

Il Premier torna poi sull’argomento Bagnoli: “Avremmo preferito che ci pensasse il Comune, non abbiamo commissariato per commissariare Napoli ma per colmare un ritardo di venti anni. Noi vogliamo dialogare con il Comune e lo faremo con Valeria sindaco”. Avrebbe potuto domandare a Bassolino il perché del ritardo ventennale ma Renzi preferisce perdere l’occasione e ringraziarlo per la sua presenza, ricordando la sua esperienza amministrativa come sindaco della città dal 1993 al 2000.

Infine, improvvisa un pronostico: “Si andrà al ballottaggio e ci saranno due modelli di città a confronto. La sfida è difficile, mancano poche ore e non basta il solo sforzo di Valeria, la partita ce l’avete in mano voi. Se ognuno di voi fa un passettino, Valeria va al ballottaggio e al ballottaggio si riparte dallo 0-0 e poi si vince, perché noi abbiamo la capacità di fare. Il governo la sua parte la fa, ma se volete bene alla vostra città tocca a voi!”

Flora Visone

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.

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