Hotspot in mare: ennesimo tentativo per far fronte all’emergenza immigrazione

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Hotspot
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Dopo vari tentativi falliti da parte dell’Europa di individuare una soluzione pragmatica e soprattutto efficace per arginare il flusso migratorio, si è ricorsi ad un metodo alternativo: stiamo parlando degli hotspot galleggianti voluti dall’Italia.

Tale sistema prevede una variazione della metodologia di salvataggio, che ad oggi è effettuato con piccole imbarcazioni le quali recuperano i migranti e li portano sulla terraferma in attesa di un riconoscimento e di un’identificazione. Il nuovo procedimento, invece, prevede alcune imbarcazioni in grado di ospitare fino a 2.000 immigrati che riceveranno, già a bordo, cure sanitarie e il processo che porterà all’identificazione del soggetto, e inoltre fungeranno anche da vere e proprie imbarcazioni adibite alla ricerca e al salvataggio in mare. Un sistema diverso, perché questi hotspot non cercano di bloccare il fenomeno migratorio, ma di allievare l’emergenza e la difficoltà nei vari centri d’accoglienza, e favorire un’estradizione più rapida.

Eppure, se da un lato c’è un Paese che chiede aiuto e chiede di prendere atto di questa complicazione e di tutto ciò che essa comporta, dall’altro lato c’è ancora scetticismo; difatti, in un primo momento, la proposta non ha riscosso il successo sperato.
Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato che «Siamo sempre aperti a discutere e meditare le proposte e sottoproposte del mio buon amico Renzi», specificando che «non sono contrario ma ci sono questioni legali da prendere in esame». Ad oggi, la proposta avanzata dall’Italia resta in stand-by.
Una vicenda che fa ben capire quanto questa situazione sia, da alcuni Paesi, forse presa sottogamba, mentre ci sono altri Paesi che invece cercano in tutti i modi di affrontare al meglio questa criticità. Intanto, dato che le previsioni annunciano una forte affluenza di migranti in estate, l’Italia ha chiesto all’Europa di aumentare a 9 gli hotspot per far fronte alla situazione che si annuncia drammatica.

A riguardo è intervenuto anche monsignor Nunzio Galatino, Segretario della CEI, appoggiato dai vescovi italiani che hanno bocciato l’idea di Angelino Alfano riguardo agli hotspot, che ha dichiarato: «Non è pensabile l’utilizzo di navi destinate al soccorso per far stazionare nel Mediterraneo migliaia di persone in attesa di una non precisata destinazione. A meno che le si voglia riportare nei porti della Libia e dell’Egitto, condannandole a nuove forme di sfruttamento». Ha poi aggiunto che «Purtroppo, non si è avuto il coraggio di creare canali umanitari, previsti dal diritto internazionale», e in merito alla condizione generale, sia per quanto riguarda le misure attuate dai vari Paesi e sia per quanto riguarda le migliaia di persone morte in mare, ha sottolineato quanto l’impegno dedicato dai vari Paesi al problema possa dirsi «uno schiaffo alla democrazia europea».

In questo decennio, più che mai, ci siamo trovati a dover affrontare il fenomeno dell’immigrazione, che ha causato problemi titanici accompagnati dall’esigenza di rintracciare una soluzione effettiva, che tuttavia ancora tarda ad arrivare. È palese la difficoltà nella gestione di questa emergenza, acuita dall’atteggiamento di alcuni Paesi che sembrano chiudere le porte al problema.
Sempre più spesso si parla di numeri, riguardanti il flusso migratorio, che aumentano all’impazzata. Sempre più si parla di naufragi avvenuti in mare con l’effetto di migliaia di morti, ed è anormale percepire queste notizie come parte del quotidiano. Sorge dunque una domanda: quali sono le misure che potranno mettere fine all’emergenza immigrazione?

Vincenzo Molinari

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Definirsi, delineando i propri confini, è una delle cose più difficili al mondo. Parlerei per ore di svariati temi, ma avere una visione soggettiva di me stesso mi reca alcune complessità. Le uniche cose che so di sicuro sono che ho 19 anni, un metro e settantacinque, capelli scuri, occhi scuri e occhiali; diplomato e aspirante universitario, perennemente critico e relativamente ottimista.

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