Copa America: la “Mano de Ruidiaz” e il dramma Brasile

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Raul Ruidiaz è un attaccante peruviano del Club Universitario de Deportes, la squadra più vincente della Nazione. Un onesto mestierante che dall’alto dei suoi 26 anni è riuscito a segnare quasi 100 gol tra Perù, Cile e Brasile ed è riuscito a guadagnarsi la maglia della Blanquirroja. Una buona riserva per gli attaccanti titolari. La Copa America però è una competizione magica, perché ogni giocatore prende l’orgoglio nazionale in maniera strettamente personale, risulta quindi quasi normale vedere grandi numeri da giocatori pronti a dare la vita per la propria squadra, e l’edizione del Centenario sembra essere una di quelle da consegnare alla storia.

Boston è un luogo sacro per lo sport e, nonostante il calcio sia ancora molto lontano dall’America, la storia non può che essere scritta in luoghi magici come quello. Brasile – Perù non sembrava certamente una partita da aggiungere nei ricordi degli appassionati: la Seleçao, dopo lo 0-0 con l’Ecuador, aveva passeggiato sulla povera nazionale di Haiti e poteva concedersi il lusso di giocare per due risultati su tre. I peruviani per rimanere in gioco avevano bisogno del bottino pieno contro uno dei giganti del calcio mondiale. La partita dello Gillette Stadium sembra il più classico dei Davide contro Golia. La Bibbia però insegna che è Golia a perdere la testa alla fine. I verdeoro dominano il primo tempo, reclamano un rigore su Lucas Lima e vedono il portiere peruviano Pedro Gallese negare a Gabigol la rete del vantaggio. L’unico lampo dei biancorossi è l’atterramento in area di Edison Flores, verso la fine del primo tempo. La ripresa è spenta, il pareggio sembra il risultato più scontato. I peruviani rischiano il tutto per tutto, togliendo Flores per inserire un altro attaccante: Raul Ruidiaz. Verso la mezz’ora, il centravanti dell’Universitario riesce a smarcarsi in area e, servito da Andy Polo, spinge il pallone in rete con la mano. 4 minuti di proteste da parte dei brasiliani nei confronti dell’arbitro Cunha che, dopo essersi consultato con il quarto uomo, convalida la rete del Perù.

La notte di Foxborough consegna alla storia la Mano de Ruidiaz, che elimina la seconda big della competizione, dopo lUruguay. Era dal 1987 che i verdeoro non uscivano dalla Copa America così presto, ed anche in quella rosa c’era Dunga tra i protagonisti. Quel Dunga che è riuscito a fare anche peggio della scorsa edizione, quando uscì ai quarti contro il Paraguay. La concomitanza con i Giochi Olimpici, che si disputeranno proprio a Rio de Janeiro, aveva indotto l’ex Fiorentina a risparmiare alcuni giocatori per poterli inserire nei tre fuori quota, primo tra tutti Neymar. Il Brasile di Dunga ha però messo in mostra grande gioco, che mancava ormai da tempo, dimostrando però ancora poca concretezza sotto porta e ribadendo ancora una volta l’assenza di una prima punta di spessore. L’ormai 32enne Jonas non è un giocatore attorno al quale si può costruire un progetto, ed il fatto che sia riuscito a rimanere a secco anche nella goleada contro Haiti ne è la prova (nonostante i 68 gol in due stagioni col Benfica).

Le convocazioni però lasciano perplessi, perché saranno appunto solo in tre i giocatori Over 23 che parteciperanno alle Olimpiadi, ma la lista degli assenti va ben oltre le tre unità: si va dal già citato Neymar a Thiago Silva, David Luiz, Marcelo, Douglas Costa. Una seconda squadra dalla quale scegliere solo 3 giocatori per agosto.

Dunga è a rischio, il Brasile è fuori ed ha bisogno di rifondare un calcio che sforna buoni giocatori, ma non più quei fantastici ballerini di samba che hanno scritto la storia del calcio più e più volte. Il vero protagonista è però Raul Ruidiaz, sicuramente autore di una scorrettezza a livello arbitrale, ma capace di diventare eroe nazionale per una notte. Emozioni che solo la Copa America sa regalare..

Andrea Esposito

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