Julie Maroh, Il blu è un colore caldo

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È un romanzo smagrito e compatto, di cui le illustrazioni che si affacciano ripetutamente alla mente del lettore più curioso, si concretizzano e decidono di prendere per mano le parole.

“Il blu è un colore caldo” è la prima graphic novel di Julie Maroh che, coraggiosa, ha trattato quei temi tanto delicati e attuali da esser ormai diventati semplici stereotipi. Lei li ha scelti e li ha spogliati da ogni cliché, riuscendo a creare un vortice di emozioni.
Elemento centrale dell’opera è il binomio Eros/Thanatos alimentato dalla difficoltà odierna di dar voce ad un amore omosessuale.

«Amore mio, quando leggerai queste parole avrò già lasciato questo mondo».

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Con un flash-back Julie Maroh ci scaraventa nel bel mezzo di una giostra, che ruota tanto veloce da coinvolgerci tutti, in egual modo, nelle vicende di Clém ed Emma.

Clémentine è una ragazza normale: è carina, non passa inosservata, una ragazza acqua e sapone animata dai classici problemi e questioni adolescenziali. La sua vita si colora di blu quando conosce Emma, una ragazza dai capelli del colore del mare, che le farà scoprire il significato dell’amore, delle difficoltà e di tutte le sfumature del mondo.

L’ostacolo più grande si pone nello scoprire la diversità, esserne incuriositi, ma trovarsi tutti contro. Clém viene isolata da tutti perché ritenuta lesbica, messa al margine per una diversità, in una società che accetta solo i suoi rigidi modelli.

L’adolescenza della protagonista è raccontata con tonalità seppia, e schizzi blu, che saranno in un primo momento emblema della capigliatura di Emma, un’esistenza incompresa che deve i primi attimi davvero vissuti ad un istinto di sessualità e passione, e una forte ricerca d’affetto.

Il blu è un colore caldo, il colore della passione, che ha aperto gli occhi di una normale ragazza e l’ha inondata e inebriata.

Un evento ha spezzato la trama, riecheggiando e spingendo la sua eco per tutte le pagine.
Un padre conservatore non accetta il comportamento “sconsiderato” della figlia, la caccia da casa, la disconosce.

L’evento traumatico segna l’inizio della maturità dell’età adulta: tornano i colori e ad essere blu è la copertina dei diari di Clém, contenitori delle passioni giovanili e di tutti i suoi ricordi. Si tratta di un climax ascendente che vedrà compiere il suo ultimo passo con la seconda graphic novel della fumettista, “Skandalon” basato sul forte desiderio di un’evasione sociale.

La vicenda non ha mai un punto di equilibrio. L’ago della clessidra sembra non trovar mai la giusta strada, rapito dal continuo scorrere degli eventi, come se fosse di reale natura bersoniana.
Un tempo che scorre rapido ma che non perde il contatto con la realtà, ancorato al suo contesto politico (l’elezione di Sarkozy in una Parigi bloccata da settimane per le manifestazioni contro il piano Juppè) che rende il tema dell’opera eterno e attuale.

Alessia Sicuro

 

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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