Casal Di Principe, discarica interrata nel Paese. Abbiamo sentito Viglione, consigliere regionale per il M5S e segretario della commissione ambiente.

Ancora una discarica interrata, ancora in centri abitati. Siamo a Casal di Principe, comune purtroppo tristemente noto per essere il focolaio della camorra casertana: qui, terra di lavoro e prodotti d’eccellenza, si è stati ancora una volta costretti ad assistere all’assurdità di ritrovarsi una discarica interrata in paese.

“Il rinvenimento di un’ampia discarica interrata di rifiuti, tra scarti di lavorazione edile, plastiche varie e soprattutto maleodoranti fanghi industriali, seppelliti a ridosso del piccolo Stadio di Casal di Principe e dell’Asse mediano e confinante con una zona abitata, richiama con forza e drammaticità l’attenzione sull’esigenza di mettere in sicurezza i territori bonificati”, queste le parole di Vincenzo Viglione, consigliere regionale per il Movimento 5 Stelle e segretario della commissione ambiente.

Viglione sottolinea l’assoluta priorità che l’individuazione e la bonifica di aree infette, avvelenati dai veleni della camorra e delle industrie compiacenti. Purtroppo ciò è alquanto difficile, dato l’alto numero di discariche nascoste, sorte in più di trent’anni di negligenza da parte delle istituzione, cieche innanzi ai nuovi baroni di questa terra, che hanno costruito i loro imperi (di cartone) sul sangue degli altri e della propria terra.

“Abbiamo seguito le operazioni di scavo fin dall’inizio” – continua Viglione – “Recandoci sul posto e confrontandoci con il personale del Nipaf (Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale) del Comando di Napoli.” “Occorre con urgenza” – afferma – “Terminare il completamento delle operazioni di ricognizione dei suoli inquinati, metterli in sicurezza e avviare un rigido programma di bonifica e valorizzazione dei terreni sani.” “Su questo tema constatiamo” – conclude Viglione – “Scandalosi ritardi dalla giunta del Governatore Vincenzo De Luca, troppo impegnata, coi propri show promozionali, sul fronte della partenza delle ecoballe. Fare chiarezza, dare certezze è l’unico modo per ridare sicurezza alle popolazioni, tutelare la salute pubblica e le eccellenze agroalimentari campane.”

Il rinvenimento della discarica di Casal di Principe avviene proprio all’indomani delle parole del premier Renzi, che aveva affermato che le ecoballe presenti in Campania saranno smaltite nel giro di tre anni. La gente che vive quei territori tuttavia, si chiede il perché ci si concentri sulle ecoballe più che sul territorio vivo, contaminato da centinaia, forse migliaia, di discariche sotterranee non ancora individuate.

La vicenda rifiuti spinge a fare due riflessioni: la prima, di natura politica, è che al premier servono voti, dato l’altissimo numero di consensi che sta perdendo. Storicamente ci si è dedicati alla Campania solo quando si voleva far pendere l’ago della bilancia dalla propria parte: la Dc, il Psi, i vari governi Berlusconi e adesso Renzi, tutti si ricordano di Napoli e della Campania solo quando si vuole allargare il proprio bacino di voti (da ricordare la massacrante campagna mediatica di Berlusconi sulla sparizione dei rifiuti a Napoli, anche in favore di Gianni Lettieri. Cosa che poi sotto il Governo Berlusconi non è mai avvenuta). La seconda riflessione è di natura puramente socio-antropologica: alle volte ci si chiede se sia possibile sconfiggere la camorra e le mafie in generale semplicemente individuando qualcosa a cui queste persone tengono, qualcosa che hanno paura di perdere. Viene da chiedersi però, dato che queste persone, per denaro, avvelenano le terre dove vivono insieme alle loro mogli, madri e ai loro stessi figli, se questi uomini, o presunti tali, abbiano realmente qualcosa da perdere.

Domenico Vitale

 

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