Italia, che lezione al Belgio! Le pagelle degli Azzurri

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Azzurri

Ieri sera, allo Stade des Lumieres di Lione, è andata in scena quella che finora è stata la partita più entusiasmante degli Europei: Belgio – Italia. Ecco le pagelle degli Azzurri:

BUFFON 6.5 – Nella sua 158esima presenza con la Nazionale, il capitano e portierone azzurro soffre poco. Quando chiamato in causa, come ad esempio in occasione del tiro di Nainggolan, si fa trovare pronto. Il resto è semplice amministrazione.

BARZAGLI 6.5 – Grande prestazione la sua, contro un attacco belga che poteva metterlo in estrema difficoltà. In effetti soffre un po’ nel secondo tempo, contro due eccentrici come Hazard e Mertens, ma tiene comunque più che bene.

BONUCCI 8 – Monumentale. In novanta minuti non un calo di concentrazione, non un errore, niente di niente. A larghi tratti ricorda i più grandi difensori di inizio millennio, ma ci aggiunge una tecnica straordinaria per un difensore, che si esplicita nello splendido assist per il gol di Giaccherini. Man of the Match.

CHIELLINI 7 – Non avrà la tecnica del suo compagno Bonucci, ma lo spirito d’iniziativa non manca. A volte va bene, altre meno, con Conte che rischia di restarci secco. Ma la sua presenza lì dietro è preziosissima, soprattutto contro giocatori come Lukaku e Fellaini, forti fisicamente e abili nel gioco aereo.

CANDREVA 7 – Fa sua la fascia destra, scorazzando avanti e indietro per tutto la partita. Arriva al novantesimo reggendosi a stento sulle gambe, sintomo di una partita di enorme sacrificio. Per fortuna, trova la giusta lucidità per servire a Pellè il pallone che chiude il match.

PAROLO 6 – Il suo lavoro è tanto invisibile quanto indispensabile. Partecipa poco alla manovra di gioco, ma i suoi movimenti senza palla sono fondamentali ed è per questo che Conte lo schiera sempre volentieri.

DE ROSSI 6 – L’esperienza c’è e si vede. L’età c’è, e si vede anche quella. Contro una squadra dinamica come il Belgio, partite del genere sono tra le più difficili per chi non è più un ragazzino. Ma in queste situazioni, aiuta l’esperienza: tatticamente impeccabile, gioco semplice e tanti muscoli. (dal 78′ MOTTA 6 – Entra in un momento cruciale della partita, in cui gli Azzurri non riuscivano a superare la metà campo. Si becca un giallo, poi con un filtrante per Immobile dà inizio all’azione del secondo gol).

GIACCHERINI 7 – Prima mezz’ora timida, poche iniziative e tanti piccoli errori. Poi al 31′ la svolta: per la prima volta prende iniziativa, si lancia verso l’area belga e viene servito da un lancio millimetrico di Bonucci. Stop perfetto e gol. Di lì in poi si trasforma, risultando uno dei migliori in campo.

DARMIAN 5.5 – In fase offensiva si vede poco e male, tant’è che il gioco sugli esterni si sviluppa prevalentemente dal lato occupato da Candreva. Meglio quando si abbassa in fase di copertura. Da un suo errore nasce un’azione pericolosissima del Belgio. (dal 58′ DE SCIGLIO 6 – Mezz’ora di compitino, ciò che forse serviva in quel momento).

EDER 6 – Fisicamente sta bene, e questa è già di per sé una grande notizia. Esegue alla lettera gli ordini di Conte, guadagnandosi sempre di più la fiducia del c.t. Tutto ciò si traduce in zero occasioni da gol, ma tanta, tanta sostanza. (dal 75′ IMMOBILE 6.5 – Nonostante la giovane età, è un maestro nelle ripartenze, frutto degli anni torinesi. Corre come un forsennato, sfiora un gol e serve Candreva, che a sua volta può servire Pellè per il gol del 2-0).

PELLÈ 6.5 – Si sacrifica tanto, riuscendo anche a creare una delle prime palle gol della partita. Si divora il gol che avrebbe chiuso la partita su spizzicata di Parolo, ma si fa perdonare 45 minuti più tardi. Tutto è bene quel che finisce bene.

CONTE 8 – Criticatissimo sia per le sue scelte, sia per la vicenda Chelsea, risponde nel migliore dei modi. L’Italia è una squadra senza talenti, fatta di giocatori “normali”, ma è appunto una squadra e la sua forza è questa. Il merito è ovviamente di Conte, che ha creato un gruppo coeso e che ragiona in virtù del bene collettivo, mai del singolo. Per quanto riguarda la partita, impeccabile l’impostazione tattica, i cambi azzeccati, così tanta grinta da sanguinare. La Nazionale perderà un grandissimo allenatore.

Marco Puca

 

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Classe 1997, vive a Sant'Antimo, dove ha conseguito il diploma scientifico al Liceo Laura Bassi. Attualmente studia Mediazione linguistica ed interculturale presso L'Orientale di Napoli. Ama il lato romantico delle cose, anche del calcio e della musica, di cui è grande appassionato.

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