Controllo Popolare, intervista all’Ex Opg

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Le elezioni sono alle porte: De Magistris VS Lettieri Abbiamo intervistato i militanti dell’ Ex Opg, promotori del controllo popolare.

 Come nasce l’idea del controllo Popolare?

L’idea del controllo e del potere popolare è alla base di tutto quello che facciamo, dalle attività sociali a quelle politiche. Pensiamo che quando il popolo si organizza dal basso può fare pressioni, riprendersi spazi, strappare diritti e indicare una prospettiva alternativa alla barbarie che ci circonda. Abbiamo semplicemente applicato questo paradigma anche al momento elettorale, sapevamo dei brogli e dei pacchetti di voti comprati e sapevamo anche che il popolo odia questi meccanismi, così ci siamo autorganizzati per presidiare i seggi (facendoci anche nominare come rappresentanti di lista). Il consenso che ha suscitato questa iniziativa dimostra non solo che abbiamo visto giusto, ma anche che uniti siamo una forza che può intaccare meccanismi consolidati come quello del voto di scambio.

Cosa avete riscontrato, all’interno dei seggi e fuori, durante la prima tornata elettorale?

Fuori ai seggi capannelli un po’ ovunque, con persone che provavano a distribuire bigliettini e fac-simile e fermavano con fare intimidatorio chi andava a votare. In alcuni casi limite la compravendita di voti era alla luce del giorno, con un via vai di “strani” personaggi che accompagnavano le persone fin dentro la sezione elettorale. In alcuni seggi, poi, sono sparite delle matite e abbiamo sentito persone raccontare di come la gente fuori tentava di comprare voti. La nostra presenza, in parte, è stata un deterrente, anche per questo siamo stati pesantemente minacciati. Nel quadro che abbiamo descritto segnaliamo anche l’atteggiamento ambiguo delle forze dell’ordine, più preoccupate di identificare noi che di fermare e evitare brogli. La cosa che, però, ci ha colpito di più è stato il sostegno di chi veniva a votare votare: ci incitavano dicendoci di continuare e diverse persone si sono anche fermate per darci una mano. Sulla nostra pagina fb sono arrivate migliaia di segnalazioni, di incoraggiamenti e tanti sono scesi e si sono uniti a noi.

Siete entrati nel mirino di Lettieri. Il candidato sindaco continua ad accusarvi, vi definisce ” intimidatori” . Cosa pensate in merito? E come rispondete alle accuse? 

Le accuse di Lettieri fanno sorridere, noi non intimidiamo nessuno e anzi la nostra presenza fuori ai seggi lo scorso 5 Giugno ha evitato tante pressioni e situazioni spiacevoli, per verificare questa cosa basta parlare con i tanti che abbiamo incrociato ai seggi. Evidentemente il candidato Lettieri è perfettamente consapevole che pacchetti considerevoli di voti che prende sono legati a meccanismi non proprio limpidi, per questo ha paura di chi pretende che le operazioni di voto si svolgano regolarmente.

Come siete organizzati in vista del 19?

Il 19 ripeteremo l’esperienza ma saremo di più e copriremo più seggi, proveremo ad essere un punto di contatto per quelle persone che non solo ci hanno mostrato solidarietà ma che sono pronte a mettersi in gioco e sono tantissime. Naturalmente non ci fermiamo con le elezioni, il 25 Giugno già abbiamo in calendario un’assemblea cittadina all’Ex OPG per scrivere insieme ai tanti singoli, alle associazioni a ai collettivi che abbiamo incrociato negli ultimi mesi un programma “post-elettorale” e capire come articolare sempre meglio il controllo e il potere popolare.

Maria Bianca Russo

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